• Giugno 25, 2022

Dal 15 dicembre scuole romane in tilt. 4000 docenti non vaccinati e oltre 6000 in tutta la regione

Da mercoledì 15 dicembre il personale scolastico sarà soggetto all’obbligo previsto dal decreto legge n.172.

Di conseguenza, gli insegnanti, i bidelli e gli amministrativi non vaccinati rischiano la sospensione dal lavoro e dallo stipendio. Soltanto sul fronte dei docenti, nel Lazio, sarebbero 6.100 quelli che non hanno avuto la prima o la seconda dose, numero che a Roma scende a 4mila.
«Molti – dice Saverio Pantuso, segretario Uil del Lazio – si metteranno in malattia, altri invece accetteranno la sospensione dall’incarico e dallo stipendio, con conservazione del posto di lavoro, come prevede la legge. Creando, però, non poche difficoltà ai presidi per trovare i sostituti. Anche perché siamo quasi a Natale e chi accetta una supplenza per pochi giorni?».

Il decreto prevede che, in caso di inadempimento all’obbligo, i presidi scrivono ai lavoratori e gli chiedono di produrre, entro cinque giorni, la documentazione relativa alla vaccinazione, al differimento o all’esenzione: in poche parole, ci sono cinque giorni per prenotare l’inoculazione, che a sua volta va fatta entro 20 giorni. Chi non rispetta queste modalità si vedrà sospeso dall’incarico e dalla retribuzione, ma non rischia il licenziamento. Non sono esclusi ricorsi e i presidi sono stati già inondati di diffide di avvocati, che chiedono di non sospendere i loro clienti-professori.

Nel Lazio, su quasi 80mila docenti (dei quali 58mila ordinari), circa 6.100 non avrebbero completato il percorso vaccinale.

Nei giorni scorsi in un liceo classico del Centro di Roma ha creato scalpore un docente che ha detto ai suoi ragazzi: «Non mi vaccino, anche per darvi una lezione di coerenza». Giovanni, docente alle medie, spiega: «Io non mi piego a questo diktat, la mia è una battaglia di libertà». Marco, suo collega alle superiori, aggiunge: «Non voglio che mi mettano nel corpo una sostanza che nessuno sa dirmi con certezza cosa contiene».

FONTE

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