• Dicembre 2, 2022

Denunciato Guido Rasi, consigliere di Figliuolo, per diffusione di dati falsi

Il deputato de L’Alternativa Paolo Giuliodori ha presentato ieri lunedì 17 gennaio una denuncia nei confronti del consigliere del generale Figliuolo Guido Rasi, ex direttore dell’Agenzia europea del farmaco.

“Oggi ho presentato formale denuncia nei confronti del professor Guido Rasi, consigliere scientifico del commissario Figliuolo. Rasi, durante la puntata di Otto e mezzo del 22 novembre scorso, era intervenuto sul tema dei cosiddetti Covid party, citando dati falsi e tendenziosi volti a instillare paura nei cittadini ed a mantenere alto il livello di terrore. Stando alle parole del microbiologo – spiega Giuliodori -, i partecipanti a questi party avrebbero il 20% di possibilità di finire in terapia intensiva e il 10-12% morirebbero. Affermazioni totalmente false, fuori dalla realtà”.

Eppure i dati parlano chiaro: secondo il rapporto ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità del 17 novembre il tasso di letalità medio risulta intorno al 2,7%, mentre per gli under40 scende addirittura fino allo 0,02%. Questi sono i dati ufficiali, altro che 10% di morti. Parliamo di un tasso reale di letalità intorno al 0,10-0,15%, come riportato da esperti di epidemiologia”.

“Diffondere notizie false per ingigantire la percezione negativa e la paura di un fenomeno – prosegue l’esponente di Alternativa – è un comportamento grave che costituisce reato. E in questo caso è ancora più grave perché viene da una posizione autorevole che approfitta della buona fede dei cittadini, che tradisce la fiducia dei cittadini con la diffusione di dati falsi, esagerati e tendenziosi che portano a turbare l’ordine pubblico, in una situazione di forte tensione sociale”.

“Purtroppo il comportamento deplorevole del professor Rasi – conclude Giuliodori – non è un caso isolato, si inserisce in un filone ormai conclamato di propaganda, in cui è impossibile avanzare dubbi e critiche al governo e alla sua gestione totalmente folle e scellerata della pandemia, in cui è impossibile instaurare un dialogo ma si è subito etichettati come stregoni anti-scienza. La situazione è molto grave. Ma noi non ci arrendiamo: Alternativa si opporrà in tutti i modi a questa deriva preoccupante e pericolosa”.

Oggi Paolo Giuliodori ripropone su Facebook l’intervista di Guido Rasi che citava dati falsi lo scorso 22 novembre a Otto e mezzo.

Anche il deputato Alvise Maniero segnala sulla sua pagina Facebook la denuncia a Guido Rasi:

“Vi ricordate quando lo scorso novembre abbiamo assistito alla profusione di notizie false da parte del prof. Guido Rasi, su cui avevamo fatto un’interrogazione parlamentare? Correva il 21 novembre e il noto consulente scientifico (!) del generale Figliuolo sparava dati a caso, o meglio, gonfiati ad arte, sul tasso di letalità del covid nei non vaccinati. Secondo le strampalate statistiche del luminare, il 10-12% dei non vaccinati che contraggono il covid sarebbe inesorabilmente destinato alla morte. Dati completamente distanti dalla realtà ma, soprattutto, dagli stessi dati forniti solo tre giorni prima (il 17 novembre 2021) da quel noto consesso di no-vax mangia-bambini che è l’Istituto superiore di sanità: 2,7% di letalità che, negli under 40 scende addirittura allo 0,3-0,1%. Sul fatto avevamo presentato un’interrogazione a mia prima firma (link al testo qui sotto nei commenti) per chiedere al governo di impedire che figure gravate di responsabilità istituzionali, come il prof. Guido Rasi, potessero diffondere impunemente dati non veritieri dall’alto delle loro funzioni istituzionali. Questo modo di agire non solo getta discredito sulla credibilità delle istituzioni ma procura paura e terrore nell’opinione pubblica, su conclamate basi false ed esagerate. Il governo, come è ormai la norma, non si è mai degnato di rispondere all’interrogazione. Nella loro concezione di Repubblica parlamentare, infatti, i parlamentari servono solo ad approvare i loro folli decreti.Oggi, grazie al nostro collega Paolo Giuliodori, abbiamo presentato una denuncia contro il prof. Guido Rasi affinché l’autorità giudiziaria possa verificare se nel comportamento del consulente governativo vi siano stati profili penali. Nel nostro ordinamento, infatti, diffondere notizie false per ingigantire la percezione negativa e la paura di un fenomeno è un comportamento grave che costituisce reato (art. 656 del codice penale). Nel caso di Rasi sarebbe ancora più grave perché viene da una persona che ricopre una funzione istituzionale autorevole e che approfitta della buona fede dei cittadini, diffondendo dati falsi, esagerati e tendenziosi che portano a turbare l’ordine pubblico, in una situazione di già forte tensione sociale. Purtroppo il comportamento deplorevole del prof. Rasi non è un caso isolato. Si inserisce in un contesto di vera e propria propaganda in cui è impossibile avanzare dubbi e critiche al governo e alla sua gestione scellerata della pandemia e in cui è impossibile instaurare un dialogo perché, in caso di dissenso, si è subito etichettati come stregoni anti-scienza”.

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