• Dicembre 2, 2022

Domenico Righi di Lazise (Verona) doppiamente vaccinato con Reithera: “Devo fare altre tre dosi per avere il green pass”

Erano stati celebrati come «eroi» per essersi offerti volontari alla sperimentazione del vaccino ReiThera, allo scopo di aiutare la ricerca italiana ad avere «un’arma propria» contro il Coronavirus, in un momento in cui la pandemia stava mettendo in ginocchio il mondo e l’Italia. Invece, questi volontari, sono come abbandonati. Nessuno sa dire loro cosa fare. E non possono ottenere il green-pass come tutti i vaccinati. È quanto denuncia Domenico Righi, 65 anni, uno dei pochi veronesi, («Stimo che saremo in una decina»), che si è offerto otto mesi fa all’inoculazione di ReiThera al Centro ricerche cliniche nell’ospedale di Borgo Roma a Verona.

Righi è di Lazise, in pensione, volontario della Protezione civile del suo Comune. «Ho prenotato la mia terza dose per lunedì prossimo nell’ospedale di Borgo Trento a Verona – spiega – ma ad oggi non ho idea come verrà registrata questa mia vaccinazione. Potrebbe diventare la mia “prima dose”, poiché le altre due, la prima il 22 marzo e la seconda il 12 aprile, non sono riconosciute. E c’è il rischio, così, io debba sottopormi a 5 vaccinazioni nell’arco di nove mesi». 

In Italia sono 900 le persone che si sono offerte volontarie alla sperimentazione Covitar, ma solo 300 hanno ricevuto due dosi; ad altri 300 è stata inoculata una dose più una seconda di placebo; ad altri 300 solo placebo. Righi è tra i 300 che hanno ricevuto entrambe le dosi con esito anticorpale molto forte e risposta immunitaria presente. «Sono stato benissimo – racconta – non ho avuto effetti collaterali. Ho 65 anni ed ora necessito della terza dose, ma è da agosto che chiedo a tutti gli enti preposti indicazioni su cosa devo fare. Ho scritto al sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, all’assessore alla Sanità del Veneto, all’Usl veronese, all’azienda ReiThera che ha prodotto il vaccino, al centro di ricerca in Borgo Roma: nessuno mi ha dato una risposta o indicazioni utili. Ma è stata soprattutto la risposta di ReiThera che mi ha fatto andare fuori di matto, mi ha scritto che non è di loro competenza». 

È arrabbiatissimo Righi. «Io capisco che la sperimentazione non ha avuto successo ed è stata abbandonata, ma ci hanno scaricati, siamo lasciati in balia di noi stessi. Ora, io non ho paura delle vaccinazioni, e se dovessi essere costretto a farmi cinque dosi sono anche disposto a farle, ma francamente preferirei evitare». Righi «viaggia» senza green-pass, ha in tasca solo un certificato rilasciato dal centro ricerche di Borgo Roma che attesta l’esenzione temporanea alla vaccinazione anti-Covid-19, in quanto ha partecipato alla sperimentazione. Ma il certificato, rilasciato ad inizio agosto con validità di due mesi e prorogato il 30 settembre per altri due, ora scade il 30 novembre. «Con questo certificato – sottolinea – ho girato sino ad ora, dovendo ogni volta fornire mille spiegazioni, ma dalla settimana prossima non avrò più neppure questo. E non ho green pass. Il mio medico mi ha detto che forse quando andrò a fare la terza dose, questa verrà considerata come tale, alla pari del vaccino Sputnik, ma questo non è ancora scritto da nessuna parte».

FONTE

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