• Novembre 26, 2022

Il Governo spinge per le vaccinazioni covid ai bambini. Firmato protocollo d’intesa per miniHub nelle farmacie dedicati anche ai più piccoli

Anche le farmacie adesso potranno creare dei mini hub vaccinali, consorziandosi tra loro, per somministrare sia i vaccini contro il Covid sia quelli contro l’influenza stagionale.

I farmacisti potranno vaccinare anche i bambini mentre non saranno autorizzati a procedere sui soggetti con estrema vulnerabilità o su quelli che hanno avuto una reazione allergica o anafilattica. Questo a patto che abbiano superato l’apposito corso di formazione e seguito gli aggiornamenti annuali promossi dall’Istituto superiore di sanità. Con il protocollo d’intesa tra governo, Regioni, Federfarma e Assofarm (a quest’ultima associazione fanno capo le farmacie comunali) le strutture potranno costituire consorzi, per creare piccoli hub anche al di fuori della sede farmaceutica. Soluzione pensata soprattutto per le aree maggiormente periferiche (come quelle di montagna) e per le farmacie più piccole. Anche per evitare ai cittadini lunghi spostamenti e per tentare di sgravare gli hub allestiti dalle aziende sanitarie, riportando così i medici negli ospedali e sul territorio per cercare di abbattere le liste d’attesa. Cosa che per Marco Cossolo, presidente di Federfarma, “è un grande passo in avanti verso la farmacia intesa come presidio sanitario”. Ma tutto ciò potrà avvenire solo se le regioni daranno attuazione rapidamente all’accordo nazionale, che deve essere seguito da intese territoriali. E non è affatto scontato.

Come è già accaduto negli ultimi due anni i protocolli siglati a Roma sono rimasti inapplicati per svariati mesi, in alcune aree, disegnando un’Italia a macchia di leopardo per l’attivazione dei servizi. Alcune Regioni hanno corso altre sono rimaste ferme. Non a caso Andrea Mandelli, presidente di Fofi, Federazione degli Ordini dei farmacisti, auspica che “questa grossa opportunità venga colta velocemente. Per questo abbiamo sensibilizzato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga”. Anche perché con la riapertura delle scuole, in settembre, la circolazione del virus Covid-19 potrebbe nuovamente accelerare e in ottobre dovrà essere pianificata la campagna vaccinale contro l’influenza. I piccoli hub potrebbero spingere più persone a vaccinarsi contro l’influenza.

L’anno scorso le regioni si dotarono di oltre 12 milioni di dosi. Ne usufruirono complessivamente più di 8,1 milioni di over 65, soggetti a rischio come i bambini (furono poco più di 529 mila i bimbi protetti di età compresa tra i sei mesi e gli otto anni). Ma la campagna vaccinale contro l’influenza non fu un successo. Coinvolse il 20,5% della popolazione, contro il 23,7% dell’anno precedente. L’intesa sottoscritta prevede che le farmacie possano attivarsi dopo aver fatto richiesta all’Ausl di competenza: per ogni somministrazione percepiranno un compenso di 6,16 euro. Potranno farlo secondo i programmi di individuazione della popolazione target definiti dalle autorità sanitarie. I punti di somministrazione dovranno essere collocati in un’apposita area esterna o interna, purché separata dagli spazi dedicati all’accoglienza e alle attività ordinarie. I mini hub potranno operare sette giorni su sette, quindi anche la domenica. E la vaccinazione sarà eseguita dopo la presentazione della tessera sanitaria e la compilazione del consenso informato. Al termine il soggetto vaccinato dovrà restare in una apposita area per 15 minuti, per verificare che non insorgano reazioni avverse immediate.

Qualora dovesse accadere il farmacista è tenuto a fornire tutto l’occorrente per il supporto di emergenza e ad allertare il 118. La persona vaccinata riceverà poi un attestato mentre il farmacista caricherà i dati sulla piattaforma informatica per alimentare l’anagrafe vaccinale.

FONTE

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