• Maggio 17, 2022

Il guru Cartabellotta (Gimbe) è contrario all’abolizione dell’obbligo di mascherina al chiuso, ma andiamo a vedere cos’è GIMBE e da chi è finanziata…

Il presidente della Fondazione GimbeNino Cartabellotta, commentando l’ultimo report Gimbe, ha esordito così sulla decisione di rimuovere l’obbligo di mascherina al chiuso ( già decaduto nella stragrande maggioranza dei paesi): “La circolazione del virus rimane ancora molto elevata: il numero di positivi, verosimilmente sottostimato, supera quota 1,2 milioni, i nuovi casi giornalieri si mantengono oltre 50 mila e il tasso di positività dei tamponi supera il 15%. Di conseguenza, abolire l’obbligo di mascherina nei locali al chiuso è una decisione molto avventata”.

Una decisione molto avventata la definisce, ignorando il fatto che praticamente l’Italia è forse l’ultimo paese a tenere in piedi questa ennesima inutile restrizione.

Sono oramai numerosi gli studi che confermano l’assoluta inutilità della mascherina nella diffusione del contagio. Uno studio sulle mascherine del Bangladesh scritto da scienziati di Stanford e Yale è stato pubblicato su Science

Quando si guardano effettivamente i dati ( e non le conclusioni) lo studio ha dimostrato che le mascherine NON fanno alcuna differenza.

Qui invece potete trovare ben 150 studi sull’inefficacia delle mascherine, l’epidemiologo Paul Alexander ha scritto un eccellente pezzo al riguardo: “Più di 150 studi comparativi e articoli sull’inefficacia e i danni delle maschere”.

Ma torniamo a GIMBE.

Come riportato da L’Indipendente, la Fondazione Gimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenzesi definisce un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro che dal 1996 favorisce «la diffusione e l’applicazione delle migliori evidenze scientifiche» e che, da quando è iniziata la pandemia causata dal Covid-19, fornisce una «tempestiva e costante informazione indipendente sull’emergenza» grazie al suo team che «analizza ogni giorno i dati della pandemia e della campagna vaccinale». 

Tuttavia la tanto decantata indipendenza della Fondazione non sembra sussistere realmente, in quanto all’interno del suo stesso sito tra le “fonti di finanziamento” compaiono i nomi di alcune case farmaceutiche produttrici dei vaccini anti Covid: AstraZeneca, Pfizer e Janssen (azienda della società farmaceutica Johnson&Johnson), con cui Gimbe afferma di aver lavorato. Oltre a ciò, la Fondazione offre anche servizi a pagamento ad enti sia privati che pubblici, tra i quali spiccano i corsi di formazione venduti ai principali enti sanitari nazionali e locali: l’Istituto superiore di sanità (Iss) e l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). 

Dunque, non solo Gimbe non risulta essere realmente indipendente, ma difatti non è nemmeno una “organizzazione senza scopo di lucro”, in quanto non riceve denaro esclusivamente tramite le donazioni. In più, questo modo di operare contrasta con lo statuto della Fondazione, nel quale si legge che uno degli obiettivi è quello di «migliorare l’etica e l’integrità della ricerca».

A tutto questo si aggiunga che, secondo quanto affermato dal deputato della Lega Claudio Borghi, ci sarebbe un precedente enigmatico da chiarire: un contributo pubblico di 39.500 euro erogato a Gimbe nel 2018 dall’Istituto Superiore di Sanità per una collaborazione scientifica e firmato da Walter Ricciardi ( sì avete letto bene). Si tratta di colui che nel 2016 si era aggiudicato il “Premio Evidence” di Gimbe e che attualmente riveste il ruolo di consigliere del Ministro della Salute Roberto Speranza.

Sulla base di ciò, il deputato ha spiegato al quotidiano Il Giornale di essere interessato a comprendere «quali siano i rapporti della Fondazione con il Ministero della Salute, con Iss e con le istituzioni sanitarie locali», se essa «partecipi ai processi decisionali della politica sull’emergenza Covid», se «riceva o meno finanziamenti pubblici» e, nel caso in cui li riceva, Borghi vorrebbe capire «da chi vengano erogati ed a fronte di quali servizi». Così Il Giornale ha cercato di porre tali domande a Gimbe, che però al momento si è rifiutata di fornire delle risposte a riguardo.

Che novità…

Eppure si tratta di questioni di notevole importanza, dal momento che le previsioni (spesso catastrofiche ed a volte errate) e le analisi della Fondazione vengono riportate dai mass media ed accolte positivamente dagli esperti che, indirettamente, sottolineano l’affidabilità delle stesse. È chiaro, però, che la loro attendibilità in realtà non sia così scontata ed un conflitto di interessi (dovuto ai finanziamenti ricevuti dalla Fondazione) sembra quantomeno plausibile: siccome le analisi condotte da Gimbe hanno ad oggetto i dati forniti dall’Iss, e quest’ultimo risulta essere tra i finanziatori della Fondazione, è improbabile che vi sia una totale imparzialità da parte della stessa. Dunque ci si chiede perché, nonostante Gimbe sia inevitabilmente legata a Big Pharma ed agli enti pubblici, venga ancora oggi presentata come un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro.

E soprattutto, che autorità abbia per decidere su questioni così cruciali per la vita del paese e di noi tutti.

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