• Agosto 16, 2022

“Le correlazioni istologiche e molecolari dei cambiamenti nella pelle indotti dal vaccino COVID-19”. Attenzione! Hanno a che fare con il PEG (polietilenglicole)

Il polietilenglicole (PEG)  Polimero (noto anche con la sigla PEG) è ottenuto per polimerizzazione anionica dell’ossido di etilene; è un polimero lineare e molto solubile in acqua e nei comuni solventi organici.

Il PEG è stato utilizzato in una vasta gamma di prodotti medici e farmaceutici come principio attivo o eccipiente. Inoltre, un numero crescente di proteine e farmaci terapeutici modificati da PEG (PEGilati) sono in fase di sviluppo e approvazione per la commercializzazione. 

Come riportato dal Journal of Allergy and Clinical Immunology , nonostante il beneficio, i prodotti PEG e PEGilati non sono esenti da rischi e gli eventi avversi immuno-mediati destano preoccupazione.

“Ci sono un numero crescente di casi di anafilassi associati a PEG, molti dei quali dimostrano cross-reattività clinica con polisorbati. Gravi reazioni allergiche sono state osservate in pazienti che hanno ricevuto PEG-l-asparaginasi, PEGilato IFN-α, e PEGylated G-CSF (pegfilgrastim), pegvaliase-pqpz e peginesatide. In alcuni casi di reazioni associate a PEG, una risposta immediata al test cutaneo suggerisce reazioni di ipersensibilità di tipo 1 mediate da IgE.

Anti-PEG IgE in anaphylaxis associated with polyethylene glycol – The Journal of Allergy and Clinical Immunology: In Practice (jaci-inpractice.org)

Il PEG è contenuto nei vaccini Covid -19 mRNA:

Nel 2020 l’autorevole rivista scientifica Science aveva avvisato che le nanoparticelle nel vaccino COVID-19 di Pfizer potessero scatenare gravi reazioni allergiche.

Le risposte potenzialmente letali osservate in almeno otto persone” scrivevano, “potrebbero essere collegate al polietilenglicole, noto per innescare reazioni ad alcuni farmaci”.

Peg non è mai stato usato prima in un vaccino approvato, ma si trova in molti farmaci che hanno occasionalmente innescato l’anafilassi, una reazione potenzialmente pericolosa per la vita che può causare eruzioni cutanee, un crollo della pressione sanguigna, mancanza di respiro e un battito cardiaco accelerato. Alcuni allergologi e immunologi ritengono che un piccolo numero di persone precedentemente esposte a PEG possa avere alti livelli di anticorpi contro PEG, mettendoli a rischio di una reazione anafilattica al vaccino

Suspicions grow that nanoparticles in Pfizer’s COVID-19 vaccine trigger rare allergic reactions | Science | AAAS

L’analisi approfondita di uno dei primi casi di anafilassi a seguito della vaccinazione con vaccino anti COVID-19 di Pfizer-Biontech ha successivamente confermato che una delle sostanze scatenanti è effettivamente il polietilenglicole (PEG) usato come stabilizzatore delle nanoparticelle lipidiche. Il PEG è usato in alcuni farmaci tra cui lassativi, depo-progesterone e depo-metilprednisolone, ma anche prodotti come dentifrici, shampoo e docciaschiuma.

Questa questione fu affrontata per prima dall’associazione Corvelva, che nel 2017 commissionò e fece realizzare un’analisi completa di molti dei vaccini inclusi nel calendario vaccinale pediatrico.

E se vi dicessimo che noi avevamo avvisato tutti gli enti di controllo italiani, Ministero della Salute, Istituto Superiore della Sanità e anche gli enti europei come EMA di una possibile contaminazione da PEG nel vaccino esavalente Infanrix Hexa, della GlaxosmithKline, già nel 2018 e che nessuno ha fatto nulla? Sì, il 14 dicembre 2018 abbiamo avvisato tutte le istituzioni della possibile presenza di PEG nel vaccino analizzato, ponendo in evidenza il fatto che era “stata rilevata la presenza di acido formico sotto forma di sale sodico e di un polimero derivante da contaminazioni di Poly Ethilen Glicole (PEG) avente un peso molecolare medio pari a 1340 Da.”4

Non avevamo insinuato che facesse bene o male, quello spettava ad operatori del settore, ma solo che vi era una possibile contaminazione (molte, a dire il vero) che se confermata avrebbe reso non conforme questo vaccino” , scriveva Corvelva a gennaio 2021.

L’associazione Corvelva, da sempre in prima linea per la libertà di scelta in campo terapeutico e in particolare vaccinale, con l’arrivo dell’obbligatorietà imposta dalla Legge 119/2017, decise di commissionare delle analisi di laboratorio da svolgersi sui principali vaccini in commercio in Italia.

Il focus era verificare la conformità degli stessi rispetto alle schede tecniche dei produttori. 

Resero tutto pubblico chiedendo l’intervento di tutte le Istituzioni italiane; ebbero un incontro presso il Ministero della Salute con l’allora sottosegretario Bartolazzi, esponendo tutte le problematiche riscontrate, sempre sottolineando che le loro analisi non fossero conclusive, non mettevano un punto fermo su nulla ma, in qualità di cittadini e consumatori, stavano presentando dei dati e chiedendo verifiche a chi era preposto a farlo.
Nulla è stato fatto da parte delle Istituzioni italiane, furono ignorati completamente.

POTETE TROVARE LE ANALISI DI CORVELVA QUI

E adesso un nuovo studio trova la correlazione tra PEG e gravi reazioni cutanee, nell’abstract si legge:

“Un totale di 22 pazienti che avevano sviluppato una reazione cutanea avversa al vaccino Moderna o Pfizer sono stati sottoposti a biopsie. Ogni paziente è stato valutato alla luce al microscopio e, in biopsie selezionate, sono state condotte anche valutazioni della glicoproteina spike e delle citochine. I pazienti hanno sviluppato reazioni cutanee autolimitate spesso descritte clinicamente come orticarie o eczematose entro 1 giorno a 4 settimane dopo aver ricevuto la prima o la seconda dose del vaccino Pfizer o Moderna. Sono state osservate rappresentazioni cliniche e morfologiche classiche di ipersensibilità cutanea di tipo IV con caratteristiche di dermatite eczematosa, dermatite da interfaccia, infiammazione granulomatosa e/o componente vasculitica linfocitica. Caratteristiche cliniche e/o istologiche di perniosi, pitiriasi rosea, pitiriasi rubra pilaris e psoriasi guttata sono state osservate in casi selezionati. In 2 casi il quadro dominante era la vasculite orticaria, che probabilmente rifletteva un’azione immunocomplessa di tipo III di Arthus. I campioni di biopsia della pelle normale post vaccino e della pelle colpita dall’eruzione post-vaccino hanno mostrato rari microvasi profondi positivi alla glicoproteina spike senza deposizione del complemento in contrasto con una maggiore deposizione vascolare di proteina spike e complemento nelle biopsie cutanee da pazienti con grave malattia da coronavirus 2019 (COVID-19). Si conclude che le reazioni di ipersensibilità autolimitante al vaccino si verificano probabilmente a causa di una sostanza presente nel veicolo vaccinale (ad esempio, polietilenglicole)[…]

LEGGI LO STUDIO : The histologic and molecular correlates of COVID-19 vaccine-induced changes in the skin – ScienceDirect

Iscriviti alla nostra newsletter

eVenti Avversi

Read Previous

Sindrome da stanchezza cronica problema serissimo dopo la vaccinazione: cosa fare?

Read Next

Il professor Peter Doshi editore del British Medical Journal, affronta (di nuovo) l’ FDA sulla mancata supervisione dell’integrità dei dati dello studio Pfizer