• Dicembre 4, 2022

NYC: il 40% delle aziende ispezionate non è in regola con la nuova legge sull’obbligo vaccinale

CIRCA DUE ristoranti, palestre e luoghi di intrattenimento su cinque di New York City non rispettano pienamente l’obbligo di vaccinazione COVID-19.

La città è riuscita a ispezionare quasi i due terzi delle circa 31.000 aziende oggetto dell’obbligo vaccinale.

Circa 8.000 cittadini sono stati segnalati per non conformità. Di questi, più di 3.300 per infrazioni che porterebbero a sanzioni da $ 1.000 a $ 5.000.

Sebbene la legge consenta sanzioni già per la prima violazione, la città ha emesso solo avvertimenti prima “per una questione di politica”, ha dichiarato Dupee, testimoniando al comitato per le piccole imprese del Consiglio comunale il 29 ottobre.

La legge sull’obbligo è entrata in vigore il 13 settembre. I clienti sono tenuti a mostrare i certificati vaccinali e un documento d’identità corrispondente o pass vaccinali digitali se desiderano usufruire dell’attività per un tempo superiore a una visita rapida di 10 minuti. Le imprese devono esibire un cartello che illustri la normativa e un piano scritto per l’attuazione della legge.

Quasi il 77% dei ristoranti presi di mira ha avuto un forte calo degli incassi a causa della legge, secondo un sondaggio della New York State Restaurant Association. Quasi 58 hanno riferito di cali “drammatici”, ha testimoniato Kathleen Reilly dell’associazione durante l’udienza.

Centinaia di aziende hanno contattato il presidente della commissione, il consigliere Mark Gjonaj, per lamentele e preoccupazioni riguardanti l’obbligo.

Dupee ha riferito che la città sta aiutando le imprese informandole su come rispettare la legge e aiutandole a creare un ambiente in cui i clienti preoccupati dei contagi,possano sentirsi più a loro agio.

Gjonaj ha respinto questa prospettiva.

“Non ho mai sentito nulla di così assurdo”, ha detto a Dupee e Jonnel Doris, commissario del dipartimento dei servizi per le piccole imprese della città, durante l’udienza.

Prendere di mira queste particolari imprese, la maggior parte delle quali piccole e già colpite dalla pandemia e dalle relative restrizioni, è “un onere ingiusto”.

La città sta “in sostanza, scegliendo vincitori e vinti” e “i quartieri poveri ne stanno pagando il prezzo”, ha dichiarato.

Doris e Dupee hanno sottolineato che da quando il sindaco Bill de Blasio ha annunciato l’obbligo di legge il 3 agosto, più di 800.000 newyorkesi hanno ricevuto il vaccino, dimostrando che la legge funziona.

Ma i dati sulle vaccinazioni della città non sembrano confermare questa visione.

Al culmine dell’adesione vaccinale a marzo e aprile, oltre 300.000 persone a settimana ricevevano la prima dose. L’interesse è poi sceso con meno di 50.000 somministrazioni a settimana all’inizio di luglio, per poi ricominciare a riprendere, settimane prima dell’annunciata legge.

È vero che nella settimana successiva all’annuncio e nel periodo in cui la legge è entrata in vigore, i numeri hanno superato i 100.000 a settimana. Ma questi picchi sono svaniti da tempo. La scorsa settimana, solo circa 43.000 persone hanno ricevuto la prima dose, la minima da dicembre, quando le vaccinazioni erano appena iniziate.

Nel frattempo, il 27% dei newyorkesi rimane non vaccinato, tra cui quasi un milione di adulti.

Ci si chiede perché queste particolari attività siano prese di mira, mentre i saloni di bellezza, i negozi di alimentari, ad esempio, no.

Le grandi catene di negozi e supermercati aziendali ad esempio avrebbero avuto maggiori probabilità di essere in grado di assorbire il costo dell’applicazione della legge, ma a loro è stato risparmiato il peso.

Inoltre, il municipio ha omesso di comunicare per quanto tempo questa legge dovrebbe restare in vigore o quale soglia debba essere raggiunta per essere abrogata, il che impedisce alle imprese di pianificare di conseguenza.

Abbiamo perso la testa gente“, ha riassunto Gjonaj.

fonte

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