• Dicembre 1, 2021

Pfizer era a conoscenza di oltre 50.000 gravi reazioni al vaccino COVID entro pochi mesi dalla distribuzione

Immaginate se notizie come questa fossero condivise dai media mainstream. Come reagirebbero le persone?

  • I documenti Pfizer appena rilasciati rivelano decine di migliaia di reazioni avverse segnalate nei primi due mesi del 2021.
  • Una piccola parte dei documenti è stata rilasciata dopo che un gruppo di professori e scienziati ha inoltrato una richiesta FOIA alla FDA.

Documenti Pfizer precedentemente riservati, sono stati rilasciati dalla FDA rivelando che ci sono state decine di migliaia di reazioni avverse segnalate in tutto il mondo dai vaccini COVID di Pfizer entro i primi due mesi del 2021.

Le 91 pagine appena pubblicate della documentazione sono solo la prima, minuscola tranche delle oltre 300.000 pagine richieste.

In uno dei documenti intitolato, Cumulative Analysis of Post-Authorization Adverse Event Reports of [the Vaccine] Received Through 28-Feb-2021, c’è un grafico che suddivide i tipi di eventi avversi segnalati e li classifica come non gravi o gravi.

Dai documenti del vaccino COVID-19 di Pfizer

I numeri rappresentati in questo grafico sono eventi avversi riportati fino al 28 febbraio 2021. Il rapporto afferma che ci sono reazioni avverse confermate dal punto di vista medico e reazioni avverse non confermate dal punto di vista medico.

Alcune delle reazioni avverse presenti includono, paralisi facciale altrimenti nota come paralisi di Bell (pg.19), aborto spontaneo (pg.12), attacchi di cuore (pg. 16), miocardite (pg.20), convulsioni (pg.21), emorragia cerebrale (pg.24) e l’elenco potrebbe continuare.

Se queste reazioni più gravi erano sul radar di Pfizer dalla fine di febbraio 2021, perché le persone che hanno segnalato tali reazioni avverse sono state respinte? In molti casi sono state anche ostracizzate e chiamate bugiarde.

Inoltre, i giornalisti che cercano di condividere queste storie, continuano a essere censurati per aver diffuso esitazione e disinformazione sui vaccini.

Il pacchetto di studi Pfizer di sei mesi pubblicato all’inizio di quest’anno, ha dimostrato che durante gli studi, le reazioni avverse gravi si sono verificate ad un tasso dell’1,2%. Ma non c’erano dettagli su quali fossero quegli eventi. Questa percentuale può sembrare piccola, ma si somma rapidamente durante una campagna di vaccinazione in tutto il mondo. Inoltre, molte reazioni gravi non possono essere catturate durante piccoli studi sui vaccini come quello che Pfizer ha eseguito, si concretizzeranno durante le campagne di vaccinazione di massa.

I farmaci sono tenuti a elencare tutte le potenziali reazioni avverse, non importa quanto siano rare. Questo è alla base di ciò che viene chiamato consenso informato. È bioetico che una persona capisca cosa potrebbe accadere quando si sottopone a una sorta di farmaco o procedura medica.

Con i vaccini COVID sembra che questo non sia accaduto e non stia ancora accadendo.

La domanda è: se nei siti web ufficiali dei governi non sono aggiornate le potenziali reazioni avverse dei vaccini COVID, come possono giustificarne l’obbligo?

Inoltre, se le informazioni contenute nei documenti Pfizer sono appena diventate di pubblico dominio, come possiamo avere fiducia che il medico vaccinatore sia stato adeguatamente informato per valutare se un disturbo post vaccino possa configurarsi come una reazione avversa?

Sebbene la maggioranza della popolazione sia convinta che queste gravi reazioni siano rare, la scomoda verità venuta alla luce è che non è chiaro quanto siano rare queste reazioni.

E’ una tempesta perfetta di confusione.

In primo luogo le aziende farmaceutiche, non rivelando tutte le potenziali reazioni avverse del vaccino, non consentono ai medici di poter fare diagnosi tempestive e accurate per i propri pazienti.

Il governo e i media diffondono nel contempo messaggi martellanti su vaccini “sicuri ed efficaci” e chiunque li interroghi a riguardo viene liquidato come “no vax”.

Infine, coloro che hanno subìto danni dovuti ad eventi avversi post vaccinazione, non vengono riconosciuti.

Tutto questo divide le persone, impedendo la comunicazione e la connessione, proprio ciò che è necessario per risolvere i problemi e portare chiarezza.

Toccherà attendere fino al 2076 prima che tutti i documenti utilizzati dalla FDA per approvare il vaccino Pfizer, siano resi pubblici, se verranno concessi i 55 anni richiesti dall’FDA per soddisfare la richiesta FOIA.

Se l’obiettivo numero uno è la salute pubblica e la sicurezza delle persone, perché non ci può essere trasparenza?

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eVenti Avversi

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