• Dicembre 9, 2022

Ricercatore dell’Istituto Mario Negri segnala al Corriere reazioni immunomediate renali dopo il vaccino covid come la sindrome di Berger

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Martedì 8 marzo “FORUM Corriere Salute”, una lettrice scrive: “Mio marito soffre della sindrome di Berger (malattia renale caratterizzata da accumulo di un particolare tipo di anticorpi, ndr) e gli è stato consigliato di astenersi da qualunque vaccino, incluso quello contro il Covid. Ci è stato detto che, se si dovesse riattivare il processo autoimmune, potrebbe instaurarsi un’insufficienza renale. Sono preoccupata: cosa ci consigliate?

Risponde Arrigo Schieppati, ricercatore al Centro di coordinamento Rete regionale malattie rare, Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri IRCCS, Bergamo

“Dall’inizio della campagna di vaccinazione di massa, sono state segnalate diverse reazioni immuno-mediate, come per esempio casi di miocardite e casi di glomerulonefrite. La nefropatia da IgA (IgAN), o malattia di Berger, è la forma più spesso segnalata: sono stati descritti casi di persone già affette che hanno avuto una ricomparsa di ematuria macroscopica, e proteinuria, e casi rilevati per la prima volta. Questi ultimi potevano essere già affetti da forme lievi di malattia che ignoravano di avere. Va fatta subito una considerazione: per stabilire quanto potrebbe essere frequente questo tipo di complicanza nei pazienti con IgAN, non dovremmo solo sapere quanti casi sono stati segnalati, ma anche quanti pazienti affetti dalla malattia sono stati vaccinati senza problemi. In altre parole, per stabilire una frequenza dovremmo avere un numeratore (i casi segnalati) e un denominatore (tutti i pazienti IgAN vaccinati). Questo secondo numero, che quasi sicuramente è molto grande, è del tutto ignoto e dunque non possiamo azzardare delle ipotesi sulle dimensioni del fenomeno; verosimilmente è raro, se non rarissimo.

Tra le diverse segnalazioni riportate in letteratura, una molto recente è stata pubblicata da tre centri di Nefrologia di Minnesota e North Dakota (Stati Uniti). I nefrologi hanno descritto le caratteristiche di base, il tipo di vaccino e gli esiti clinici di 13 pazienti che hanno avuto una nuova diagnosi o recidiva di glomerulonefrite dopo vaccinazione. Dei 13 pazienti, 8 hanno avuto una nuova diagnosi e 5 una recidiva. L’età media era di 62 anni. La nefropatia da IgA è stata la più comune nella serie (5 pazienti su 13, 4 nuovi e 1 recidiva) seguita dalla nefropatia membranosa (3 pazienti). Nel resto della letteratura fino ad ora 11 casi di IgAN (4 nuovi e 7 recidive). L’ematuria macroscopica è stata la presentazione più comune, seguita da un rialzo della creatinina. Tuttavia, nella maggior parte dei pazienti, l’ematuria macroscopica era spesso autolimitante e raramente richiedeva una terapia immunosoppressiva. Del totale di 16 pazienti, solo 3 hanno ricevuto terapia. Tutti i casi di IgA recidivanti sono migliorati spontaneamente entro 1 o 2 settimane”.

In conclusione il dott. Schieppati così risponde alla lettrice de “Il Corriere della Sera”: “Nessuno può quindi prevedere cosa potrebbe succedere a suo marito se si sottopone alla vaccinazione. L’esperienza, limitata e molto eterogenea, suggerisce di scegliere il male minore e una valutazione del rapporto rischio-beneficio della vaccinazione, anche in presenza di una nefropatia IgA, è a favore del beneficio”.

FONTE

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