• Agosto 16, 2022

Zelia Guzzo, scomparsa a 37 anni a causa di una trombosi cerebrale dopo Astrazeneca, sarà risarcita dallo Stato italiano. È il primo caso con cui viene riconosciuto l’indennizzo previsto dalla legge 210 del 1992 per un vaccino Covid-19

Come riportato da Il Fatto Quotidiano di oggi, l’insegnante morì dopo una dose di Astrazeneca.

Ora lo Stato risarcirà la famiglia.

37 anni, insegnante, ha lasciato il marito e un figlio di 2 anni

La famiglia della docente Zelia Guzzo, scomparsa a 37 anni a causa di una trombosi cerebrale dopo il vaccino Vaxzevria di Astrazeneca, sarà risarcita dallo Stato italiano.

È il primo caso con cui viene riconosciuto l’indennizzo previsto dalla legge 210 del 1992 per un vaccino Covid-19.

“Già i consulenti tecnici della Procura di Gela lo avevano accertato – spiega l’avvocato Valerio Messina –, adesso si aggiunge un ulteriore tassello, il riconoscimento dello Stato, quasi un’ammissione di responsabilità, che conferma il nesso causale tra la somministrazione del vaccino Astrazeneca e il decesso di Zelia, e procederà a risarcire gli eredi”.

L’insegnante siciliana aveva ricevuto la prima dose il 1° marzo 2021, ed era poi morta nell’ospedale di Caltanissetta il 24 marzo. Ma la procedura per l’indennizzo era stata bloccata due volte. Prima nell’ottobre 2021, dalla commissione del dipartimento militare di medicina legale di Messina, competente per rilasciare i pareri in ambito sanitario al ministero, perché “non esiste letteratura scientifica” che consenta di “esprimere pareri riguardo la correlazione di eventuali danni e la vaccinazione Covid-19”, e che “a tutt’oggi non risulta essere obbligatoria”. Poi dal ministero che riteneva “inammissibile” il ricorso. Infine il passo indietro. L’Ispettorato generale della sanità militare decide di annullare il verdetto per un “ulteriore definizione” della pratica, “non appena perverranno ulteriori disposizioni delle superiori autorità”. La settimana scorsa (11 maggio), per la commissione militare risulta “appurata la sussistenza di nesso di causa tra la somministrazione vaccinale e gli eventi fisiopatologici che portarono al decesso della Guzzo”. Inoltre, “anche dalla disamina del rapporto sulla sorveglianza dei vaccini Covid-19, redatto dall’Aifa, è considerata plausibile l’associazione causale tra vaccino e suddetti eventi”. Un parere che trova riscontro anche nella perizia dei consulenti del tribunale di Gela (aprile 2021): “Esiste un ben definito meccanismo fisio-patologico secondo il quale il vaccino potrebbe, seppur raramente, causare una risposta sistemica immunitaria e coagulativa alterata esitante in una trombosi sistemica (soprattutto del distretto celebrale e porto-mesenterico) associata a trombocitopenia da consumo, con elevato tasso di mortalità”.

La famiglia Guzzo riceverà 77 mila euro previsti dall’indennizzo. “Si tratta di una somma quasi ridicola, incongrua, che non potrebbe mai ripagare la perdita che hanno sofferto il marito e i familiari di Zelia, una donna di 37 anni che ha lasciato un bimbo di un anno e mezzo. Continueremo a chiedere che si faccia luce e giustizia”, spiega l’avvocato Messina. Alla Procura di Gela resta aperto il fascicolo contro ignoti per omicidio colposo, per il quale i pm avevano chiesto l’archiviazione, respinta dal gip che ha chiesto di valutare altri profili “diversi dai sanitari”, ordinando di acquisire la “documentazione fornita da Astrazeneca” e le “circolari emesse dal ministero della salute” sulle vaccinazioni. Proprio ieri, la casa farmaceutica anglo-svedese ha reso noto che il suo vaccino Vaxzevria è stato approvato dall’Ue come terza dose per gli adulti: potrà essere utilizzato sia per coloro che sono stati già vaccinati con Astrazeneca, sia per chi ha ricevuto Pfizer e Moderna.

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