• Dicembre 4, 2022

Crosetto (3 vaccini e 3 volte il Covid) non è il solo. Il vicesindaco bresciano Christian Bertozzi: «Io, contagiato per tre volte in meno di un anno». VAIDS?

Tutti abbiamo letto il tweet di Guido Crosetto, positivo al Covid per la terza volta: “nonostante 3 vaccini e usando sempre la mascherina ffp2”

Il politico mosso da un impeto di coraggiosa lucidità scrive “il Super green pass si è dimostrato inutile dal punto di vista sanitario ma strumento per punire i cattivi”, eppure lui è stato davvero buono, un cittadino modello.

Insomma, più che con rappresentanti degli elettori, sembra di avere perlopiù a che fare con agnelli sacrificali, perchè in sostanza Crosetto ha preso tante volte il Covid quante le dosi di vaccino che gli sono state somministrate e soprattutto ogni volta dopo la somministrazione, ma non si è mai arreso.

Il 5 agosto scorso, infatti aveva scritto: “a grande richiesta ho fatto 2 dosi Pfizer, di cui la seconda l’11 aprile. Dopo mesi, con anticorpi, ho preso la variante Delta. Sono stato malissimo. Poiché diabetico e cardiopatico, mi hanno fatto monoclonali. Sono guarito. Se mi faccio domande, mi danno del novax.

Per fortuna del novax, quello no, nessuno può tacciarlo. Coscienza a posto e certificazione digitale in pieno corso di validità, forse anche stavolta si sarà curato con gli anticorpi monoclonali e in attesa del quarto contagio che potrebbe a questo punto sopraggiungere con la somministrazione della quarta dose, si sfoga sui social.

Un altro sfortunato pubblico amministratore che come Crosetto ha imboccato la via dei social per manifestare tutto il suo sgomento nei confronti dell’accanimento del virus nonostante le vaccinazioni effettuate, è Christian Bertozzi, vicesindaco 33enne di Travagliato, che in una lunga confessione su Facebook ha raccontato – con un vero e proprio bollettino – il suo particolare rapporto con il virus, quasi una “love story”.

«Il 12 febbraio 2021, come volontario della Croce Azzurra, ricevo la prima dose di vaccino Pfizer. Il 27 febbraio – scriveva Bertozzi – mi ammalo e risulto positivo. L’11 marzo ottengo l’esito negativo. Il 22 marzo sono nuovamente positivo. Il 2 aprile finalmente negativo. Il 17 agosto faccio la seconda dose di vaccino Pfizer. Oggi, 13 gennaio 2022, sono nuovamente positivo. A febbraio avrei dovuto fare la terza dose vaccinale. In meno di un anno sono riuscito a contrarre per ben tre volte la positività al Covid».

Ma lo stoico vicesindaco, che è anche il coordinatore provinciale giovani di Forza Italia, spiega che l’impatto della terza positività è stato «meno aggressivo rispetto al primo e più insidioso, nonostante si cerchino di mantenere tutte le precauzioni del caso, riesce a trasmettersi con molta facilità da un soggetto all’altro».

Non pago, e assolutamente persuaso di aver imboccato la strada giusta verso la – non meglio definita- fine pandemia, continua a raccomandare la vaccinazione come unico metodo per combattere il temuto (eppur così fedele) virus. Invita infatti chi lo segue a non sottovalutare l’importanza del vaccino: «Ricordiamoci che il vaccino non è un gesto egoistico per proteggere se stessi, è per garantire a chi è fragile e non può essere vaccinato una protezione da chi gli sta vicino. In merito all’efficacia del vaccino stesso – conclude il vicesindaco – posso dire e pensare che se non avessi ricevuto le due dosi di vaccino, considerata la mia palese facilità nel contrarre il Covid, forse avrei avuto conseguenze ben più gravi».

Forse. O forse no.

Nel frattempo si sommano gli studi sulle conseguenze negative a carico del sistema immunitario delle ripetute e frequenti somministrazioni vaccinali, tanto che oramai si sente sempre più spesso parlare di VAIDS ( Sindrome da Immunodeficienza Acquisita da Vaccino).

In una nota di gennaio anche l’EMA aveva espresso scetticismo e invitato alla cautela riguardo ai booster: “Il richiamo del vaccino dopo 4 mesi può creare problemi alla risposta immunitaria” aveva avvertito.

“Avere troppa fretta nel rafforzare la campagna di vaccinazione al Covid-19 con richiami eccessivamente ravvicinati, potrebbe avere l’effetto opposto, ossia sovraccaricare la risposta immunitaria” ha dichiarato Marco Cavaleri, il responsabile per la strategia sui vaccini dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco che ha aggiunto :”Sebbene l’uso di richiami aggiuntivi possa far parte dei piani di emergenza, le vaccinazioni ripetute a brevi intervalli potrebbero non rappresentare una strategia sostenibile a lungo termine. Se la strategia è di somministrare booster ogni quattro mesi, finiremo probabilmente per avere problemi con la risposta immunitaria della popolazione”, ha concluso.

Quindi le raccomandazioni c’erano e gli avvertimenti anche, il fatto che adesso si stia letterealmente assistendo a una “pandemia di vaccinati” diventa sempre più difficile da smentire, tanto che alcuni esperti sono costretti ad ammetterlo pubblicamente.

Il Prof. Crisanti ad esempio afferma :  «Purtroppo il vaccino, sebbene protegga contro le complicazioni gravi della malattia, nella maggior parte delle persone ha durata piuttosto limitata per quanto riguarda la protezione contro le infezioni», ha spiegato il direttore Dipartimento di Microbiologia molecolare dell’Università di Padova a 24 Mattino su Radio 24.

Per lo stesso Crisanti è necessario cambiare paradigma: «Più che bloccare la trasmissione bisogna proteggere i fragili, perché tutti questi decessi che vediamo ogni giorno purtroppo non sono persone che non hanno fatto il vaccino».

Lo ammette! E’ innegabile oramai.

Tuttavia in preda al solito cortocircuito logico di cui danno costantemente prova conclude: «Penso che farò anche io la quarta dose, perché inizio ad essere anche un po’ vecchietto».

Ad maiora!

 

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