• Novembre 27, 2022

Famoso medico pro-(*): “La dose di richiamo Pfizer ha accelerato il mio male”

Dopo aver realizzato che la dose di richiamo COVID-19 potrebbe aver fatto impazzire il suo cancro, Michel Goldman, MD, Ph.D., professore di immunologia e farmacoterapia presso l’Université libre de Bruxelles in Belgio, ha affermato che rendere pubbliche le informazioni sia “La giusta cosa da fare.”

Michel Goldman, MD, Ph.D., professore di immunologia e farmacoterapia presso l’Université libre de Bruxelles in Belgio, sospetta che la sua terza dose del vaccino COVID-19 di Pfizer possa aver mandato il suo cancro in overdrive, facendolo accelerare.

Goldman, 67 anni, è uno dei più noti sostenitori della ricerca medica in Europa e un promotore di vaccini da tutta la vita.

Ma ha dichiarato a The Atlantic che vuole che la discussione sul vaccino COVID-19 sia trasparente, quindi ha reso pubblico il suo sospetto, ossia che la dose di richiamo Pfizer che ha ricevuto il 22 settembre 2021, possa aver indotto una rapida progressione del suo linfoma angioimmunoblastico  (AITL), un tipo di linfoma che gli era stato diagnosticato prima che ricevesse l’iniezione di richiamo.

Dopo la diagnosi, Goldman ha raccontato di essersi affrettato a ottenere il richiamo, credendo di averne bisogno più della maggior parte delle persone poiché una volta iniziata la chemioterapia, il suo sistema immunitario sarebbe stato compromesso.

Ma dopo aver ricevuto l’iniezione, la TC di follow-up di Goldman ha mostrato qualcosa di inaspettato: nel giro di pochi giorni, il suo cancro era cresciuto vertiginosamente.

“Sembrava che qualcuno avesse fatto esplodere fuochi d’artificio all’interno del corpo di Michel”, ha riferito The Atlantic.

Goldman e suo fratello, Serge Goldman, un collega scienziato e capo della medicina nucleare presso l’ospedale universitario dell’Université libre de Bruxelles, hanno iniziato a sospettare che la dose di richiamo COVID-19 di Goldman potesse aver innescato la rapida proliferazione della crescita cancerosa nel suo corpo.

La TC iniziale era stata “un po’ inquietante”, ha detto Serge Goldman a The Atlantic, perché mostrava un ammasso asimmetrico di nodi cancerosi attorno all’ascella sinistra di Goldman, proprio vicino a dove erano state somministrate le prime due dosi di vaccino di Michel.

La TAC eseguita dopo la terza dose di Michel, ha mostrato che l’asimmetria del cancro si era capovolta ed era raggruppata vicino all’ascella destra, dove ha ricevuto la terza dose.

I fratelli sapevano che poteva essere una semplice coincidenza, ma hanno pensato che fosse importante indagare sulla possibilità che il vaccino fosse responsabile della rapidissima evoluzione della malattia, anche perché significherebbe che altre persone con determinate forme di cancro, potrebbero correre il rischio che un vaccino COVID-19 faccia progredire il loro male più rapidamente.

Quindi, il 25 novembre 2021, i fratelli con altri colleghi, hanno pubblicato un case report in cui hanno descritto l’esperienza di Michel Goldman e nel contempo hanno esortato la comunità scientifica a studiare il fenomeno per vedere se questo si stesse verificando in altri pazienti con diagnosi di AITL.

Poiché i vaccini mRNA modificati con nucleoside attivano fortemente le cellule T helper follicolari, è importante esplorare il possibile impatto dei vaccini mRNA SARS-CoV-2 approvati sulle neoplasie che colpiscono questo tipo di cellula“, scrivono gli autori .

I fratelli hanno affermato che il caso di studio “suggerisce che la vaccinazione con il vaccino mRNA [Pfizer-BioNTech] BNT162b2 potrebbe indurre una rapida progressione dell’AITL“.

Hanno notato, tuttavia, che sarebbe “prematuro” applicare i risultati del caso di Michel Goldman ad altri pazienti con lo stesso tipo di cancro e che “sono necessari studi dedicati”.

Il caso di studio di Michel Goldman si è aggiunto alla letteratura scientifica che mira a comprendere le relazioni tra i vaccini mRNA e il funzionamento dei linfociti T helper.

Ad esempio, i ricercatori precedenti hanno notato che i vaccini mRNA fanno aumentare i linfociti T helper, il che potrebbe spiegare perché l’AILT di Michel Goldman è andato in overdrive dopo il terzo richiamo.

Forse i vaccini hanno dato una tale scossa ai linfociti T helper, che sono impazziti“, ha riferito The Atlantic. “Se erano inclini a formare tumori, o se erano già cancerosi, è possibile che la sovrastimolazione abbia peggiorato ulteriormente il problema”.

La ricerca che coinvolge le scansioni del corpo di alcune persone che ricevono vaccini mRNA, compresi i malati di cancro, mostra un’attività intensificata nei linfonodi vicino all’ascella sul lato in cui è stato ricevuto il vaccino.

Nel febbraio 2018, un team di ricercatori dell’Institute for Cancer Genetics della Columbia University ha pubblicato uno studio che utilizzava topi con un paio di mutazioni genetiche – le stesse due mutazioni trovate nel tumore di Michel Goldman – dimostrando che le mutazioni predispongono le cellule T a diventare canaglia.

Lo studio ha inoltre mostrato che quando ai topi sono stati iniettati globuli rossi di pecora – come sostituto sperimentale per i microbi invasori – i topi hanno sviluppato lo stesso sottotipo di linfoma che ha colpito Michel Goldman.

Michel Goldman era stato precedentemente a capo di un progetto europeo da 2 miliardi di dollari per accelerare la ricerca di nuovi farmaci e nel dicembre 2020 si è espresso pubblicamente a sostegno della sicurezza dei vaccini mRNA, la tecnologia utilizzata nei vaccini Pfizer e Moderna COVID-19.

A quel tempo, ha affermato che il rischio più alto, specialmente per le persone vulnerabili, fosse di non essere vaccinati e che la sua principale preoccupazione riguardo alla vaccinazione con mRNA fosse che le persone potessero usare i possibili effetti collaterali come argomento contro il vaccino.

Attualmente dirige l’ Institute for Interdisciplinary Innovation in Healthcare , o I3h, un hub universitario finalizzato all’assistenza in progetti di drug design.

Michel Goldman non si rammarica di aver reso pubblico il suo caso, anche se ha presentato prove incriminanti sulla sicurezza dei vaccini mRNA, per individui come lui.

Sono ancora convinto che fosse la cosa giusta da fare“, ha detto a The Atlantic.

Rimane fermamente convinto che i vaccini COVID-19 siano utili per la stragrande maggioranza delle persone, ma non è sicuro se lui stesso riceverà un’altra dose di richiamo.

Non so cosa farò“, ha detto.

di Children’s Health Defense

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