• Agosto 16, 2022

Nuova inquietante conferma da uno studio italiano a cura dell’ Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali. “Composti grafenici e autoassemblanti” nel sangue degli inoculati

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista ” Disinfection” organo di A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali), getta ulteriori ombre sugli eventi avversi correlati all’inoculazione dei vaccini mRNA Covid.

Gli autori, i medici e professionisti: Lofrano Marcello (Brescia): Radaelli Massimo Enrico (Parma), Adamanti Simonetta (Parma), Carraro Renato (Padova), Colombo Giovanni Battista (Milano), Di Fede Angelo Maria (Parma), Guerrini Gian Luca (Milano), La Manna Antonino (Brescia), Luisetto Mauro (Piacenza), Polizzi Manuela (Parma), Pucci Ennio (Pavia), Spagnulo Stefano (Lecce), Vento Maurizio (Parma), Zurca Gianina (Rieti), hanno voluto ” Lanciare un sasso nello stagno delle evidenze”, così lo definisce il presidente Marcello Lofrano, proprio a voler sottolineare la necessità di approfondire i dati allarmanti che sempre più numerosi emergono dalle tante analisi indipendenti (ormai a livello globale), che hanno visto dettagliare tutti i punti oscuri e criticità legate ai vaccini mRNA e che ancora oggi restano senza risposta da parte degli organi istituzionali di controllo dei farmaci.

Ma vediamo cosa emerge dallo studio intitolato: ” Analisi al microscopio in campo oscuro sul sangue di 1006 soggetti sintomatici dopo vaccinazione con due tipi di vaccino a mRNA“.

Nell’ abstract leggiamo: ” […] Nel presente studio abbiamo analizzato, con un microscopio ottico in campo oscuro, gocce di sangue periferico fresche prelevate mediante pungidito dal polpastrello di 1006 soggetti sintomatici dopo inoculazione con vaccino a mRNA (Pfizer/BioNTech o Moderna), a partire dal marzo 2021. Dei 1006 soggetti analizzati, 948 pari al 94% del totale evidenziavano, dopo inoculo di vaccini a mRNA a distanza media di un mese, varie alterazioni dello stato di aggregazione degli eritrociti e la presenza nel sangue periferico di particelle di varia forma e dimensione di dubbia natura.

In 12 soggetti sono state eseguite analisi del sangue con la stessa metodica prima della vaccinazione, con quadri ematologici assolu- tamente normali.

Le alterazioni trovate dopo inoculazione dei vaccini a mRNA rafforzano il sospetto che le modificazioni sarebbero da riferirsi in prima battuta ai vaccini stessi. Vengono riportati in dettaglio 4 casi clinici, scelti come riassuntivi e rappresentativi dell’intera casistica. Sono necessari ulteriori studi per definire l’esatta natura delle particelle riscontrate nel sangue per individuare possibili soluzioni“, affermano gli autori.

I 12 soggetti analizzati sono stati tutti sottoposti a prelievo ematico prima e dopo la vaccinazione.

“La foto evidenzia a sinistra la condizione ematica del Paziente prima degli inoculi, nella immagine a destra, dopo 2 mesi dall’inoculo, sono evidenti inclusioni presumibilmente grafeniche in mezzo a globuli rossi fortemente conglobati attorno alle particelle esogene, l’agglomerato è da porsi in relazione all’alterazione del potenziale Z”.

“Dei 1006 soggetti analizzati, solo 58 (27 maschi e 31 femmine), pari al 6% del totale, presentavano all’analisi microscopica del sangue in campo oscuro un quadro ematologico del tutto normale” , tutti gli altri partecipanti, ovvero 948 soggetti, hanno riportato alterazioni del sangue periferico.

Nella quasi totalità dei partecipanti allo studio ” dopo 2 mesi dall’inoculo, sono evidenti inclusioni presumibilmente grafeniche in mezzo a globuli rossi fortemente conglobati attorno alle particelle esogene“.

(Fig. 3) In questo caso l’assemblaggio di inclusioni presumibilmente grafeniche assume connotati
cristallini e di scaglie, come peraltro riportati in letteratura (5); inoltre è evidente una zona di influenza viciniore, ad ali di farfalla, nel cui contesto avviene una organizzazione di tipo cristallino (2 mesi
dall’inoculo).

Sempre a due mesi dall’inoculo gli autori hanno osservato che ” l’assemblaggio di inclusioni presumibilmente grafeniche assume connotati
cristallini e di scaglie, come peraltro riportati in letteratura
“.

(Fig. 4) Questa immagine (a 2 mesi dall’inoculo) evidenzia la tipica strutturazione auto-aggregante in
modalità fibro/tubulare delle inclusioni presumibilmente grafeniche, la sfumatura rossa è riferibile a
particelle ferrose globulari spesso riscontrate nel sangue dei pazienti esaminati (cfr. immagini SAM).

Gli esiti dello studio sono particolarmente inquietanti, gli autori sconcertati richiamano la necessità di approfondire queste criticità rilevate e concludono:


“Nel presente studio è stato analizzato il sangue al microscopio ottico in campo oscuro e in contrasto di fase di 1006 soggetti sintomatici dopo vaccinazione anti-COVID con Pfizer/BioNTech o Moderna. In 948 soggetti su 1006, pari al 94% del totale analizzato, si sono evidenziate varie alterazioni dello stato di aggregazione degli eritrociti ed è stata rilevata la presenza nel sangue periferico di
particelle esogene puntiformi ed auto-luminescenti in campo oscuro, con una luminescenza decisamente superiore a quella della parete del globulo rosso ben ossigenato e con un aspetto caratteristico a “cielo stellato”.
I soggetti analizzati dopo un intervallo di tempo maggiore presentavano tipicamente anche formazioni tubulari/fibrose e frequentemente anche cristalline e lamellari con morfologie estremamente complesse e costanti.
Le analisi del sangue di dodici soggetti, eseguite con la stessa metodologia prima della vaccinazione, evidenziavano quadri ematologici assolutamente normali. Le alterazioni trovate dopo l’inoculazione dei vaccini a mRNA rafforzano ulteriormente l’ipotesi che le modificazioni sarebbero da
riferirsi in prima battuta ai vaccini a mRNA.

I 4 casi descritti nella presente serie sono rappresentativi dei 948 casi nei quali si sono trovate strutture e sostanze assolutamente anomale. Le alterazioni a carico degli eritrociti mostrano una tendenza alla aggregazione/disgregazione, impilamento a rouleaux, emolisi, condizioni suggestive per
importante alterazione del potenziale Zeta. Inoltre, vi è la tendenza della fibrina a disporsi in cluster.
Tali alterazioni potrebbero correlarsi con i disturbi di coagulazione dopo vaccinazione anti-COVID, causati anche dalla nota tossicità vascolare della proteina Spike [2,3], prodotta dai soggetti inoculati con vaccini a mRNA [4].
Con questi quadri ematologici è lecito attendersi la riattivazione di situazioni oncologiche o lo scompenso di una senilità fisiologica verso forme di marasma accelerate, come il Caso n. 4 sembra confermare.
In conclusione, mai si era osservato un così brusco cambiamento del sangue periferico dopo inoculo di vaccini, con transizione da uno stato di perfetta normalità ad uno patologico, con emolisi, impacchettamento per adesione dei globuli rossi ed impilamento degli stessi in complessi e giganteschi conglomerati.
Mai si era osservata la presenza di una così grande quantità di particelle esogene nel sangue apparentemente incompatibili con un normale flusso ematico del microcircolo e che si modificano nel tempo, con fenomeni di auto-aggregazione.

Sono necessari ulteriori studi per definire la natura delle particelle riscontrate del sangue, quale sia la loro provenienza e per individuare possibili soluzioni”.

Nella speranza che questo sasso nello stagno non sia l’ennesimo ” buco nell’acqua”…


LEGGI LO STUDIO COMPLETO SU DISINFECTION:

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