• Dicembre 4, 2022

Il CTS finalmente ammette di aver imposto misure INUTILI…e adesso chi paga?

Come riportato dal quotidiano La Verità e come tutti i cittadini italiani hanno avuto modo di constatare in questi ultimi due anni, il ruolo del Comitato Tecnico Scientifico in veste di “supremo consigliere” del governo sulle politiche Covid, non solo è stato assolutamente fallimentare, ma anche controproducente per la stessa gestione dell’epidemia a tutti i livelli.

Ciò che sconvolge di questa intervista, è che ci sia stato addirittura un mea culpa da parte di uno dei sedicenti esperti di salute che, conferma, hanno davvero giocato al dottore con la vita di milioni di italiani in questi terribili anni di Covid, improvvisandosi e tirando a indovinare.

Il professor Donato Greco, ex membro del CTS ha confessato (finalmente) ciò che da sempre è stato contestato in primis da studi scientifici che in questi due anni si sono accumulati nonché dallo stesso andamento dell’epidemia, mai scalfito dalle assurde e infondate restrizioni imposte.

Ai microfoni di RaiRadio 1 ammette:

Abbiamo dovuto suggerire restrizioni di dubbia efficacia scientifica ma costi sociali certi. Le chiusure non hanno frenato il virus. Un altro errore è stato lasciare la comunicazione in mano a virologi autonominati. Anche i lockdown più duri non hanno contrastato la diffusione del virus“.

E ce lo dicono così… Dopo neppure 48 ore dallo scioglimento del Comitato Tecnico Scientifico.

Poi continua: “Le misure di contenimento non hanno avuto efficacia scientifica ma costi sociali certi“.
Eppure il professor Greco è stato sempre presente, sia alle numerose “riunioni strategiche”, sia di fronte alle peggiori castronerie di Mario Draghi come “Il green pass garantisce ai vaccinati di non contagiarsi, chi non si vaccina muore”.

“La più grande difficoltà del Cts è stata dover suggerire misure di contenimento e mitigazione la cui efficacia scientifica era debole mentre i costi sociali ed economici erano certi. Qualunque chiusura, a cominciare dalle scuole fino alle restrizioni delle attività commerciali, non è riuscita a contrastare la diffusione del virus come poi si è visto”.

Una vera faccia tosta.

Riguardo poi alle prime politiche delle chiusure a tutti i costi del governo Conte, Il professor Greco lo ha definito un errore madornale, nel frattempo però erano loro a dare l’autorità al governo per porer intraprendere certi controversi provvedimenti.

Anche l’isolamento più duro del marzo 2020 non ha sortito nessun effetto sul contenimento dell’epidemia” continua,”L’errore più grande del Cts è stato non aver prodotto comunicazione. Si è dato spazio a una serie di virologi autonominati che l’hanno gestita. È vero, abbiamo tenuto una conferenza stampa ogni settimana, ma senza impatto mediatico perché tutti gli spazi erano occupati. Noi abbiamo rispettato un vincolo di riservatezza mentre le virostar hanno avuto accesso ai media in modo intenso pur non conoscendo le informazioni di chi era in prima linea e non avendo esperienza specifica.Ho lavorato in più di 50 epidemie e inevitabilmente spuntano esperti autonominati che i media scelgono anche per le loro capacità comunicative”.

Prosegue con le critiche e non risparmia proprio nessuno dei giullari che abbiamo subìto nostro malgrado, li fotografa impietosamente manco fosse “uno di noi”:

Roberto Burioni è stato utile nella comunicazione formale per le sue lezioni da Fabio Fazio ed è stato onesto rispetto ai colleghi. Altri meno. C’erano colleghi con la qualifica di infettivologi clinici, bravi per le terapie ma di sanità pubblica non ne sapevano niente“. Su Matteo Bassetti: “Chi discuteva sempre le decisioni del governo era esasperante“.

Poi prosegue: “Fabrizio Pregliasco si è sempre occupato di virologia dell’influenza; Alberto Zangrillo è un rianimatore, non ci azzecca; Andrea Crisanti è un polemista, bravissimo con le zanzare e personaggio molto discusso nel mondo accademico. Antonella Viola è immunologa e biologa, brava nella comunicazione sociale“.

Alla fine conclude (lui, perché noi abbiamo appena iniziato): “La sanità pubblica pensa alla popolazione. Noi ci occupiamo della gente, non delle provette“.

In questa frase è racchiusa la sintesi di tutta la gestione della pandemia all’italiana : Siamo da sempre stati in mano ai fessi.

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