• Ottobre 2, 2022

Il PD vuole subito l’obbligo di quarta dose. La bozza del ministero di Speranza era già pronta pochi giorni prima della caduta del governo

Se non fosse caduto il governo il 21 luglio, il PD avrebbe già imposto l’obbligo di quarta dose.

E’ quanto emerge dalla redazione di AssocareNews, quotidiano nazionale online specializzato nel settore salute.

Già il 7 luglio si scriveva di un’imminente bozza del decreto sull’obbligo della quarta dose.

La linea del ministero di Speranza, infatti, era chiara e spingeva per un decreto il prima possibile.

L’arrivo delle elezioni politiche, anticipate al 25 settembre, invece, ha frenato l’intenzione del governo di introdurre il decreto per rendere obbligatoria la quarta dose per il personale sanitario.

Un nuovo governo di cui faccia parte il Pd continuerebbe a perseguire la linea dell’obbligo di Speranza, nonostante le tante voci contrarie all’interno del mondo sanitario.

Il 26 luglio, tra gli altri, il Presidente dell’Associazione Italiana Odontoiatri, Fausto Fiorile, esprimeva in una lettera a “Quotidiano Sanità” le perplessità sulla quarta dose e sui possibili rischi:

“Mai si è verificato prima di questa pandemia che fossero somministrate più dosi di vaccini in un intervallo di tempo così ristretto. Andare oltre le tre dosi, cui si deve aggiungere in moltissimi casi una o più infezione naturali, ritengo possa rappresentare un potenziale rischio per l’insorgenza di eventi avversi alla luce degli immutati concetti di immunologia oltre che delle recenti evidenze scientifiche emerse; rischio che ognuno di noi deve essere libero di voler correre. Un obbligo ulteriore per una quarta dose ritengo non sia plausibile dal punto di vista scientifico e giuridico anche alla luce delle recenti numerose sentenze della giurisprudenza.

– Il personale sanitario che tanto si è speso e prodigato con grande senso di responsabilità nelle attività cliniche degli ospedali nel momento di grave emergenza è stato giustamente elogiato e premiato. E’ ora paradossale che lo stesso personale, di fronte alla manifestata contrarietà all’obbligo vaccinale in scadenza il 31.12.2022, contrarietà che potrebbe essere ancora più forte in caso di quarta dose obbligatoria, sia invece additato come untore e spesso demonizzato il suo comportamento come irresponsabile. Stiamo vivendo oggi un clima di grande conflittualità all’interno della categoria e di tutta la comunità che ritengo debba assolutamente essere superato. E’ giusto privare il sanitario o qualsiasi altro lavoratore del proprio diritto al lavoro per una scelta che a mio avviso deve essere invece rispettata anche e soprattutto alla luce dei recenti studi scientifici?

– Il nostro Servizio sanitario pubblico è stato indirizzato in questi ultimi due anni verso un percorso estremamente pericoloso. Pensionamenti anticipati da parte di medici ed infermieri che fuggono dagli ospedali e dalla medicina territoriale, concorsi pubblici per posizioni sanitarie che vanno deserti, demotivazione diffusa, burn-out, passaggio per molti sanitari dalla sanità pubblica a quella privata, stanno facendo emergere una situazione che presto potrebbe farsi esplosiva per il SSN. Se l’ipotesi della quarta dose obbligatoria diventasse legge, non potremmo permetterci il lusso di continuare a lasciare a casa medici ed infermieri sospesi, oltre il termine del 31.12.2022, con un sistema di assistenza in chiara sofferenza dove serve invece l’aiuto di tutti.

Ritengo che in un contesto sanitario profondamente cambiato rispetto a due anni fa quando la speranza che il vaccino potesse frenare la trasmissione del virus era diffusa anche tra gli esperti, da qui l’obbligo vaccinale per la categoria, il diritto di scelta di ognuno nel poter scegliere se sottoporsi o meno ad eventuali ulteriori trattamenti vaccinali debba tornare ad essere salvaguardato. Un diritto garantito dalla costituzione che non possiamo dimenticare”.

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