• Agosto 16, 2022

IMPORTANTI NOVITA’ SUL DECESSO DI CAMILLA CANEPA – La Procura interroga il CTS. Autorizzò gli open days per i ragazzini presentando dati sul rischio-beneficio totalmente errati

Il salto di qualità nell’indagine sulla morte di Camilla Canepa è rimasto segreto per settimane. Ora emerge che la Procura di Genova, nella sua inchiesta sul decesso della 18enne di Sestri Levante dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, ha sentito alcuni membri del Comitato Tecnico Scientifico. L’organo più importante creato durante i mesi drammatici della pandemia, sciolto lo scorso 30 marzo con la fine dello stato di emergenza. In più, i pubblici ministeri Stefano Puppo e Francesca Rombolà hanno acquisito documenti e circolari emesse dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, e dal ministero della Salute.

Se i nomi dei tecnici, chiamati come persone informate sui fatti, restano nel riserbo, è accertato come l’oggetto degli interrogatori sia stato soprattutto il verbale numero 17 della riunione tenuta presso il dipartimento della Protezione Civile il 12 maggio 2021. Quando il Cts non rilevò «motivi ostativi a che vengano organizzate dalle differenti realtà regionali o legate a provincie autonome, iniziative, quali i vaccination day, mirate a offrire, in seguito ad adesione/richiesta volontaria, i vaccini a vettore adenovirale (come AstraZeneca e Johnson&Johnson, ndr) a tutti i soggetti di età superiore ai 18 anni». Era il via libera alle Regioni, nonostante quel tipo di vaccino di default fosse indicato per gli over 60, dopo i rarissimi casi in Europa di trombosi cerebrale associata a livelli di piastrine basse (la sindrome “Vitt” fatale per Camilla). Come avvenne a Francesca Tuscano, l’insegnante genovese morta il 4 aprile 2021, quando ancora AstraZeneca da linee ministeriali era somministrato ai giovani.

Il verbale acquisito dalla Procura è firmato in particolare dal coordinatore Franco Locatelli e dal segretario verbalizzante Sergio Fiorentino. Ma al vertice, tenutosi in videoconferenza, hanno partecipato tutti gli altri allora componenti del Cts: il portavoce Silvio Brusaferro, Sergio Abrignani, Cinzia Caporale, Fabio Ciciliano, Donato Greco (che aveva interrotto il collegamento prima degli altri), Giuseppe Ippolito, Alessia Melegaro, Giorgio Palù ( presidente dell’Aifa) e Giovanni Rezza (direttore generale della Prevenzione sanitaria presso il ministero della Salute).

Posto che l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco che sta dunque a monte dell’Aifa, ha sempre mantenuto l’autorizzazione di AstraZeneca dai 18 anni in su perché «il rapporto rischio-beneficio resta sempre positivo», aspetto che dovrebbe manlevare le scelte compiute dai singoli Stati, nel verbale del Comitato si analizza la relazione pubblicata dalla stessa Ema il 23 aprile 2021, intitolata “Visual Risk Contextualisation”.
Scrive dunque il 12 maggio il Cts come dal «rapporto benefici/potenziali rischi di trombosi in sedi inusuali associati a trombocitopenia nel contesto di diversi scenari di circolazione virale, risulta che, in una situazione come quella attuale italiana connotata da circolazione virale media, il numero di casi ogni 100mila persone che sviluppano i fenomeni trombotici sopra menzionati, risulta pari a 1.1, mentre il numero di morti dovute a Covid-19 prevenibili è pari a 8 ogni 100mia persone. In un contesto epidemiologico connotato da circolazione virale bassa, il numero di casi ogni 100mila persone che sviluppano i fenomeni trombotici sopra menzionati, rimane, ovviamente, pari a 1.1, mentre il numero di morti dovute a Covid-19 prevenibili scende a 1».

Attenzione, però. Se è vero che la relazione originale pubblicata dell’Ema riporta sì questi numeri, il Cts nel verbale ha considerato solo la fascia tra i 50 e i 59 anni, generalizzandone i dati. Scendendo di età, invece, le cifre cambiano non poco. Tanto che nel gruppo più giovane preso in esame, fra i 20 e 29 anni, sia nei casi di circolazione media che bassa del virus, il numero di morti da Covid atteso è pari a 0, mentre il rischio di trombosi associato a livello di piastrine basse sale a 1.9 ogni 100mila.
Dopo il via libera del Cts alcune regioni – non tutte – decisero di attivare gli open day con AstraZeneca. Come la Liguria: Camilla Canepa si vaccinò volontariamente a Chiavari il 25 maggio. Il 3 giugno era andata una prima volta in pronto soccorso a Lavagna, con cefalea e fotofobia. Era stata sottoposta a Tac cerebrale ed esame neurologico, entrambi negativi, ed era stata dimessa. Il 5 giugno il ritorno in pronto soccorso con deficit motori ed esami stavolta chiarissimi. Poi il trasferimento a San Martino di Genova e l’inutile lotta dei medici per salvarle la vita. Il 10 giugno il decesso.

FONTE

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