• Giugno 26, 2022

La beffa per l’Ordine dei Medici di Roma. Non si riescono ad identificare 2.300 medici non vaccinati

Ennesima beffa per gli ordini che volevano sospendere a tutti i costi i professionisti non vaccinati.

A Roma, il Presidente dell’Ordine dei Medici Antonio Magi avrebbe voluto chiudere la pratica prima di Natale, invece, per sospendere i medici non vaccinati che operano in ospedale e negli ambulatori privati, se ne riparlerà forse a metà gennaio. Nuovo rinvio, anzi nuova beffa per l’Ordine dei Medici di Roma, che nonostante abbia ricevuto questo compito dal governo a fine del novembre scorso, non riesce neppure a sapere se i suoi iscritti si sono vaccinati oppure no, come pure impone la legge. Anche perché il Governo – nonostante svariate richieste in questa direzione – non ha ancora dato all’organismo l’accesso all’anagrafe vaccinale, unico strumento per ottenere queste informazioni.
Soltanto tra Roma e provincia ci sono 46mila medici. Finora l’Ordine ha sospeso soltanto 40 sanitari non vaccinati: 22 di questi si sono ravveduti e hanno fatto prima, seconda e terza dose, mentre gli altri 18, invece, si sono visti in questi giorni recapitare la comunicazione che la sospensione dall’incarico e dallo stipendio era stata prorogata di altri sei mesi. Cioè scadrà il 15 giugno del 2022. Soltanto 40 sanitari non immunizzati, ma – fa sapere Antonio Magi, presidente dell’Ordine di Roma – «il totale molto probabilmente supera il 5 per cento del totale dei miei iscritti». Cioè almeno 2.300 medici che continuano a visitare, a operare e a stare a contatto con i pazienti senza essere vaccinati.

Aggiunge Magi: «Dopo che il governo ci ha dato mandato di gestire tutto il procedimento di sanzione, la Privacy ci ha impedito di entrare in possesso dei dati sulle vaccinazioni dei nostri iscritti, in quanto informazioni sensibili. Abbiamo chiesto all’esecutivo di intervenire e l’hanno fatto superando l’ostacolo posto dall’autorità. Ma quando eravamo pronti per partire, abbiamo scoperto che potevano accedere soltanto all’elenco dei medici in possesso di Green pass, non all’anagrafe nazionale vaccinale. A differenza della versione rafforzata, la certificazione base si può ottenere anche con un semplice tampone. Di conseguenza, non sappiamo se i nostri iscritti hanno fatto la terza dose oppure neanche la prima». E questo ha bloccato tutte le operazioni di sospensione. «Aspettiamo – conclude Magi – che il governo risolva il problema. Altrimenti gli Ordini, senza informazioni certe, non possono sanzionare i propri iscritti. Per carità, potremo scrivere a tutti i 46mila medici romani per chiedere se si sono immunizzati o meno, ma come facciamo a controllare 46mila pratiche in pochi giorni?».

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