• Novembre 26, 2022

Lo scrittore 41enne Nicolai Lilin intubato al Niguarda. Aveva ricevuto l’ultima dose a dicembre

Lo scrittore 41enne di origine moldava Nicolai Lilin, autore de “L’educazione siberiana”, dal 2004 in Italia e con cittadinanza italiana, è ricoverato in rianimazione all’ospedale Niguarda di Milano per una polmonite verosimilmente riconducibile al covid.

Ha scritto ieri 27 gennaio su Facebook:

“Cari amici, vi chiedo perdono se non rispondo ai vostri messaggi, purtroppo sono in rianimazione, con le complicazioni ai polmoni. Vi ringrazio per vostra pazienza, appena mi riprendo, risponderò a tutti, come ho sempre fatto. Un forte abbraccio!”.

Oggi venerdì 28 gennaio, Nicolai Lilin ha scritto un altro post segnalando di aver fatto tutte le vaccinazioni e l’ultima dose del vaccino covid a dicembre:

“Amici, vorrei chiarire alcune cose sul mio stato di salute, per spiegarvi come andata veramente oggi, perché dopo la pubblicazione del mio post precedente, nel quale annunciavo che sono finito in ospedale (l’ho fatto sopratutto per scusarmi con coloro che mi hanno scritto i messaggi ai quali non riuscirò rispondere per alcuni giorni), in rete si è letto di ogni e purtroppo le informazioni non corrette suscitano i commenti poco pacati. Allora, oggi sono stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano in seguito ad una complicazione polmonare, in pratica nel mio torace si è creata una grande bolla d’aria che ha schiacciato il polmone destro impedendomi di respirare. Una brutta sensazione, è come annegare fuori dall’acqua. I ragazzi dell’ambulanza sono arrivati in fretta, competenti e gentili, mi hanno subito dato l’ossigeno e portato in ospedale molto veloce.Al pronto soccorso mi hanno fatto una serie di esami sul covid (sono risultato negativo), poi mandato a fare TAC ai polmoni, che ha rivelato il problema. Subito mi hanno portato praticamente in uno stato di svenimento (perché mi mancava l’aria disperatamente) al reparto che ho preso per rianimazione, ma forse era qualcos’altro, purtroppo non sono affine alle terminologie ospedaliere e mi trovavo in uno stato pietoso, quindi posso aver sbagliato nel affermare che ero in rianimazione. I medici abbastanza velocemente attraverso un’operazione chirurgica con anestesia locale mi hanno messo un tubo di sfiato nella parte alta del costato destro, per far uscire l’aria dal polmone. Poi mi hanno trasferito nel reparto di medicina d’urgenza, dove rimango tuttora. Ho questo tubo di sfiato ancora attaccato, il quale continua far uscire una sostanza rossiccia che penso sia il prodotto dell’ infiammazione del mio polmone.Precedentemente al fatto di oggi, ai primi di gennaio sono guarito dal covid, che mi ha lasciato, però, una brutta broncopolmonite. Un giorno ho cominciato persino di sputare il sangue durante la tosse. Preoccupato, mi sono recato al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda, però sono stato mandato via da due messi dell’accettazione perché ho la tessera sanitaria scaduta. Ho raccontato di questo episodio allucinante nel mio ultimo video. Se quella sera mi avrebbero fatto visitare dai medici del pronto soccorso, forse si poteva evitare la brutta e pericolosa complicazione che ho avuto oggi. Tra l’altro, quando oggi ho raccontato questa storia ai medici ed infermieri che mi curavano, tutti rimasero sconcertati e indignati, alcuni addirittura si scusarono con me per il comportamento dei loro colleghi dall’accettazione.Qualcuno nei commenti ha scritto che io sono uno “no vax” e il male che ho avuto, me lo sono meritato. A parte il fatto che personalmente detesto la divisione della società promossa da certa becera propaganda, che scarica sui cittadini le responsabilità che dovrebbero essere di competenza del governo, nel mio privato mi sono vaccinato, l’ultima dose l’ho fatta a dicembre, poco prima di ammalarmi del covid. Non vorrei offendere la scienza, quindi non mi allargo nel commentare la questione vaccino/malattia, ci sono già fin troppi esperti e non, che affrontano questo argomento ogni beato giorno. Vorrei semplicemente notare che trovo certi commenti non appropriati in questa circostanza, probabilmente frutto dell’esaltazione oppure della frustrazione di alcune persone.In questo momento per me penso ancora troppo presto per parlare della guarigione completa, però io rimango fiducioso e non vedo l’ora di guarire al più presto, per tornare alle mie solite attività artistiche. Spero che un po’ di chiarezza sul mio stato di salute possa placare la volontà di alcuni di speculare su questa vicenda, ed evitare la diffusione delle notizie non corrette”.

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