• Ottobre 2, 2022

Scienziati di HART: “Che i vaccini abbiano salvato 20 milioni di vite è un’assurda fantasia”. Vi spieghiamo perchè

HART è un gruppo di medici, scienziati, economisti, psicologi e altri esperti accademici britannici altamente qualificati. Hanno deciso di riunirsi per condividere le preoccupazioni sulle politiche e le raccomandazioni di orientamento relative alla pandemia di COVID-19.

Potete visionare la loro pagina web QUI

Gli scienziati di HART smontano pezzo, pezzo l’ultima modellazione matematica da parte del’‘Imperial College, pubblicata su The Lancet, che stimerebbe che circa 20 milioni di vite siano state salvate grazie alle vaccinazioni di massa Covid.

Riportiamo la traduzione integrale dell’articolo.


L‘Imperial College ha tirato fuori dal cappello un nuovo numero di fantasia per testare la credulità delle persone.

Questa volta sostengono che 19,8 milioni di vite siano state salvate dalla vaccinazione.

L’Imperial College ha incrinato più volte la propria reputazione globale per aver sostenuto tesi errate e dimostrabili basate sulla modellazione matematica e sembra voler rafforzare tale reputazione.

I precedenti danni causati dalle previsioni fallaci dell’Imperial includono: i modelli di Neil Ferguson nel 2001 che hanno portato all’abbattimento di 6 milioni di bovini e ovini presumibilmente per prevenire la diffusione dell’afta epizootica che è costata all’economia britannica 10 miliardi di sterline; la stima di 50.000-150.000 morti nel 2002 a causa della CJD a causa dell’epidemia di BSE (ci sono stati 177 morti); 200 milioni di morti per influenza aviaria nel 2005 in tutto il mondo (ce ne sono stati 78); 65.000 morti per influenza suina nel Regno Unito nel 2009 (ce ne sono stati 457).

Ma con quest’ultimo modello, l’Imperial College si è decisamente superato. Le ipotesi sono così selvagge in quest’ultimo tentativo, che hanno elaborato l’assurda fantasia che 20 milioni di vite siano state salvate grazie alle vaccinazioni.

Non varrebbe quasi la pena perdere tempo su di esso, ma data la copertura che ha avuto sui media mainstream, deve essere affrontato.

Diamo un’occhiata a cosa significherebbe.

Prima di tutto, ecco un grafico che mostra come il numero totale di morti con covid in tutto il mondo sia cresciuto nel tempo. L’arrivo delle vaccinazioni non sembra ridurre questa traiettoria (figura 1).

Figura 1: Decessi cumulativi globali attribuiti al covid

Ora aggiungiamo un altro grafico per mostrare secondo l’Imperial College quale sarebbe stata la situazione senza vaccinazioni, ovvero i decessi di 19,8 milioni di persone (figura 2). La loro affermazione funziona solo sulla base di una massiccia accelerazione del tasso di mortalità.

Figura 2: Affermazione da parte dell’ Imperial sul numero totale di decessi globali che sarebbero stati sperimentati in assenza di vaccinazione

Per arrivare a 19 milioni di vite salvate hannoa ffermato che 500.000 vite sono state salvate nel Regno Unito.

Questo è un numero familiare.

Neil Ferguson e il suo team hanno affermato nella primavera del 2020 che se non fossimo intervenuti ci sarebbero state 500.000 vite perse a causa del covid. Hanno raggiunto quel numero supponendo che l’85% di noi lo avrebbe contratto durante la prima ondata e l’1% di noi sarebbe morto. 500.000 deve essere il numero preferito dell’ Imperial perché è lo stesso numero di vite che ora sostengono che il vaccino abbia salvato nonostante 200.000 persone siano morte per covid.

Come facciamo a sapere che si sbagliano?

Se la vaccinazione avesse salvato vite umane, dovremmo vedere una differenza tra paesi con tassi di vaccinazione diversi. Ad esempio, i paesi dell’Europa orientale hanno tassi di vaccinazione marcatamente diversi dal 30% al 66%, ma è impossibile prevedere i numeri di mortalità covid in base a quali paesi abbiano avuto più vaccinazioni.

Figure 3a e 3b: Quattro paesi dell’Europa orientale più vaccinati e meno vaccinati mostrano tassi di vaccinazione in 3a e la loro mortalità totale cumulativa attribuita al covid in 3b

Anche il sud-est asiatico racconta una storia importante. Questi paesi sono pesantemente vaccinati e tuttavia con l’ultima ondata di Omicron hanno sperimentato una mortalità pari a 300, 400 o anche più per milione. Questo è lo stesso ordine di grandezza che l’Europa ha sperimentato nella primavera del 2020, con la variante originale e prima della vaccinazione. L’affermazione che le vaccinazioni prevengano oltre l’80% delle morti per covid non si adatta a ciò che sta accadendo nel mondo reale.

Figure 4a e 4b: Mortalità cumulativa per covid nei paesi del Sud-Est asiatico pesantemente vaccinati (4a) rispetto alla mortalità fino all’autunno 2020 per l’Europa (4b).

Questi modellisti scelgono volutamente piccoli studi occasionali sulla mortalità nei vaccinati e nei non vaccinati, che hanno i loro limiti e difetti, ma producono un risultato che piace ai modellatori. Da questi estrapolano i dati per produrre previsioni che non hanno alcuna relazione con il mondo reale.

I modelli dell’Imperial non hanno mai dimostrato di essere esatti. I presupposti che l’ Imperial ha usato per creare questo modello non hanno alcuna attinenza con il mondo reale.

Vivono in Cloud-Covid-Land.

Il pubblico deve rendersi conto che istituzioni come l’Imperial College, ricevono considerevoli finanziamenti dall’industria farmaceutica e questo influenza il modo in cui vengono presentate le prove. I media mainstream sostengono che tali prove siano la “scienza” quando non è molto più che marketing per l’industria farmaceutica.

L’abisso tra la realtà e la narrativa mainstream si sta allargando e il pubblico deve rendersi conto che le fonti di cui si sono fidati in passato non possono più essere considerate affidabili su questo argomento.

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