• Febbraio 4, 2023

Si muove la Procura Europea! Poche ore fa l’annuncio. Indagherà sull’acquisto dei sieri covid da parte dell’Unione Europea

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La Procura Europea (EPPO – European Public Prosecutor’s Office), organismo indipendente previsto nel 2007 dal Trattato di Lisbona e costituitosi nel 2017 con a capo la Procuratrice rumena anticorruzione Laura Codruța Kövesi, ha pubblicato una nota in cui dichiara di aver avviato un’indagine sull’acquisto dei vaccini covid da parte dell’Unione Europea.

“Questa eccezionale conferma arriva alla luce dell’altissimo interesse pubblico. Nessun altro dettaglio sarà reso pubblico in questa fase “, si legge nella dichiarazione della Procura.

La Commissione europea ha finora concluso contratti fino a 4,2 miliardi di dosi di vaccini contro il COVID-19, secondo i dati presenti sul sito web della Commissione. Fino al 7 settembre 2022 sono state somministrate 1,7 miliardi di dosi. Più della metà dei 4,2 miliardi di dosi acquistate dall’UE sono fornite dalla joint venture americano-tedesca Pfizer-BioNTech.

Di seguito il numero di dosi per le quali sono stati firmati i contratti:

  • BioNTech e Pfizer – 2,4 miliardi di dosi
  • Moderna – 460 milioni di dosi
  • AstraZeneca – 400 milioni di dosi
  • Johnson & Johnson – 400 milioni di dosi
  • Novavax – 200 milioni di dosi
  • Valneva – 1,2 milioni di dosi
  • Sanofi-GSK – 300 milioni di dosi
  • HIPRA – 250 milioni di dosi

Le disposizioni-chiave dei contratti, in particolare i prezzi, sono riservate, un aspetto che è stato criticato dai membri del Parlamento europeo e dalle ONG.

A seguito di un articolo pubblicato dal New York Times nell’aprile 2021 in cui si scriveva che il capo della Commissione aveva scambiato sms con Albert Bourla nell’ambito delle trattative relative a un contratto per l’acquisto di vaccini, un giornalista aveva chiesto alla Commissione di accedere a quei messaggi e ad altri documenti relativi a queste discussioni.

L’esecutivo dell’UE, incaricato di negoziare l’acquisto di vaccini per conto degli Stati membri, ha accettato di fornirgli tre documenti (un’e-mail, una lettera e un comunicato stampa), ma nessuno degli SMS.

La Presidente della Commissione ha affermato di non aver conservato gli SMS, perché non esiste un tale obbligo, in quanto non sono soggetti alle regole di trasparenza delle istituzioni europee risalenti al 2001.

All’inizio di quest’anno, il difensore civico europeo, Emily O’Reilly, ha rimproverato alla Commissione europea di rifiutarsi di fornire informazioni alla stampa in merito allo scambio di messaggi di testo tra la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e l’amministratore delegato della Società Pfizer Albert Bourla in tema di acquisto di vaccini covid.

FONTE

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