• Giugno 25, 2022

Anche l’OMS frena sulla quarta dose

Anche l’OMS è cauta nell’estendere la somministrazione della quarta dose di vaccini a tutta la popolazione.

Un inaspettato rigurgito di onestà o il timore di una valanga di eventi avversi seguiti da denunce, sulla scorta dei documenti FDA rilasciati e sugli studi sull’efficacia e la sicurezza che ormai non mancano?

Il problema è più che mai concreto e tangibile e al netto delle solite speculazioni politiche i segnali di una progressiva tensione e perdita di fiducia sono diventati molto espliciti, anche da parte dei medici.

I medici di medicinale generale pugliesi ad esempio, nei giorni scorsi hanno inviato un documento al governatore Michele Emiliano chiedendo un incontro urgente per evitare «che l’assessorato faccia scelte basate sull’improvvisazione che potrebbero mettere in grande difficoltà i medici di medicina generale anche sul piano medico-legale».

La lettera è firmata dalla Cgil medici, Smi, Snami, Simet e Ugs medici, alla Regione viene contestata la decisione di affidare ai medici di famiglia la somministrazione anche della quarta dose «senza averne prima discusso» le modalità. Scrivono:

“Il 31 marzo scorso  è stato revocato lo stato di emergenza decretato in ragione della pandemia da Sars-Covid2. Pensavamo che con la fine dello stato di emergenza si ritornasse alla  normalità e in particolare  alla norma per cui tutte le decisioni riguardanti la medicina territoriale tornassero  ad essere discusse nell’ambito dei Comitati Permanenti Regionali (CPR) ed Aziendali (CPA) come previsto  dagli Accordi Collettivi Nazionali.

Riceviamo, invece, note regionali riguardo la II dose booster (IV dose) in cui si indicano i medici di famiglia tra i vaccinatori senza averci convocato e coinvolto. Si fa riferimento a precedenti accordi ponendo la IV dose in continuità con le vaccinazioni precedenti. Si commette, ancora,  l’errore di considerare un atto medico un atto meccanico di una iniezione in un braccio. Se fosse un atto in continuità con le precedenti vaccinazioni non dovremmo chiedere ai vaccinandi la firma del consenso informato avendo già dato il consenso nelle vaccinazioni precedenti, ma non è così. C’è bisogno anche questa volta del consenso informato perché ogni atto medico ha valore in se ed ha risvolti di carattere medico-legale”.

“Ci chiediamo, inoltre, visto che la IV dose non deve farla chi si è ammalato di Sars-Covid 2 se le ASL siano in grado di darci gli elenchi delle persone fragili da vaccinare tenuto conto della fattispecie sopra riportata? Diversamente il medico potrebbe vaccinare cittadini che non vanno vaccinati, con risvolti di responsabilità di tipo medico-legale, essendo, tra l’altro, la vaccinazione solo consigliata”.

I dati tuttavia non possono far altro che confermare il disagio dei medici e porre ancora una volta l’attenzione sull’effettiva efficacia e sicurezza dei booster.

Un recente studio, pubblicato da The New England Journal of Medicine, esamina l’efficacia del quarto vaccino contro il coronavirus di Pfizer e Moderna. I risultati provvisori pubblicati mostrano che il vaccino offre poca o nessuna protezione contro la contrazione del virus rispetto agli individui giovani e sani vaccinati con tre dosi.

[…]I nostri dati forniscono la prova che una quarta dose di vaccino a mRNA è immunogenica, sicura e in qualche modo efficace (principalmente contro la malattia sintomatica). Un confronto tra la risposta iniziale alla quarta dose e la risposta di picco a una terza dose non ha mostrato differenze sostanziali nella risposta umorale o nei livelli di anticorpi neutralizzanti omicron-specifici. Insieme ai dati precedenti che mostrano la superiorità di una terza dose rispetto a una seconda dose,4 i nostri risultati suggeriscono che l’immunogenicità massima dei vaccini a mRNA si ottiene dopo tre dosi e che i livelli di anticorpi possono essere ripristinati da una quarta dose. Inoltre, abbiamo osservato una bassa efficacia del vaccino contro le infezioni negli operatori sanitari, nonché cariche virali relativamente elevate che suggeriscono che coloro che sono stati infettati erano infettivi. Pertanto, una quarta vaccinazione di giovani operatori sanitari sani può avere solo benefici marginali. Le popolazioni più anziane e vulnerabili non sono state valutate.

Efficacy of a Fourth Dose of Covid-19 mRNA Vaccine against Omicron | NEJM

Considerando dunque i dati finora disponibili sulla quarta dose di vaccino anti-Covid, sono probabili “alcuni benefici a breve termine nelle categorie a più alto rischio (operatori sanitari, over 60 e persone immunocompromesse). Tuttavia, le informazioni sono disponibili solo per i vaccini mRna e ci sono dati limitati sulla durata della protezione e sui benefici di un secondo booster per i giovani sani”, dichiara l’OMS. L’Organizzazione mondiale della sanità sceglie frasi caute sulla quarta dose vaccinale, e in particolare sulla prospettiva di estenderla a fasce più ampie di popolazione, secondo quanto emerge dalle raccomandazioni provvisorie redatte sul tema dall’Oms con il supporto del suo gruppo di esperti di immunizzazione (Sage).

I dubbi, che emergono dalle raccomandazioni provvisorie redatte sul tema dall’Oms con il supporto del suo gruppo di esperti di immunizzazione, si concentrano soprattutto sulla eventuale necessità di estendere l’ulteriore protezione a una fascia ampia o totale della popolazione. Il documento riconosce “le crescenti evidenze sul valore di una dose di richiamo aggiuntiva per alcuni gruppi di popolazione”, ma mette in evidenza, dopo l’esame di ben 7 studi pubblicati, anche alcune “lacune nella ricerca”. Vengono quindi ritenuti “necessari ulteriori dati per valutare i benefici di un secondo booster per altri gruppi di popolazione e piattaforme vaccinali” più differenziate. “Quando questi dati saranno disponibili, il Sage aggiornerà le sue raccomandazioni di conseguenza”.

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