• Maggio 26, 2024

L’intervista esclusiva ad un medico pubblicata ieri: “Spesso ho pianto dopo aver parlato con questi pazienti. Non ho mai provato una cosa del genere!”

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Ieri sabato 4 febbraio il quotidiano tedesco Nordkurier, del circondario dell’Uckermark, ha pubblicato un articolo con l’intervista ad un medico che ha deciso di dedicare la sua attività professionale ai d.anni del v.accin.o c.ovid.

Si legge nell’articolo: “Un medico della Germania meridionale ha contattato il quotidiano Nordkurier perché apprezza la posizione del giornale che mira a dare voce a tutti. Il medico riferisce del numero crescente di casi di danni post-c.ovid e post-v.accino e di quanto sia difficile per lui, come professionista sanitario, trovare soluzioni per i suoi pazienti. Il dottor Jörg-Heiner Möller, specialista in medicina interna e cardiologia in Baviera, ha lavorato intensamente per mesi sul tema post-c.ovid e post-v.accino – “Questi sono due nomi per la stessa m.alattia autoimmune appena emersa, causata dallo stesso v.irus o dal v.accino. Le persone colpite da tutta la Germania si stanno ora rivolgendo alla clinica, dove il medico di 64 anni è impiegato come primario. Lo specialista cardiologo spiega che si sono formati autoanticorpi contro i recettori del corpo, che a loro volta portano alla m.alattia. Tali cosiddetti autoanticorpi possono anche essere rilevati in piccola parte nella popolazione normale, spiega l’esperto: “Nel mio gruppo di pazienti di attualmente 170 donne e uomini che soffrono di post-c.ovid o post-v.accino, possiamo rilevarli nel 98 percento dei casi, che è un forte argomento a favore del meccanismo di formazione autoimmune”. Solo in pochissime persone colpite – solo il cinque per cento dei pazienti che ha in cura – il danno è regredito spontaneamente. “Tutti gli altri si ammalano continuamente. Il 40 per cento dei miei pazienti non è in grado di lavorare, cosa questo significhi per il nostro sistema sociale lo si può solamente immaginare!”
Quasi tutte queste persone hanno affrontato una vera e propria “maratona sanitaria” per cercare di riprendersi la vecchia vita, spiega il primario: “Perché nella maggior parte dei casi non ci sono valori di laboratorio anomali, né ci sono risultati di esami medici patologici. E tanti colleghi medici la fanno fin troppo facile liquidando il quadro clinico che non comprendono come psicosomatico e aumentando così la sofferenza dei pazienti ancor più di quanto non faccia già”. Il Jörg-Heiner Möller fa degli esempi: c’è la madre di tre bambini piccoli che è diventata così stanca dopo la v.accinazion.e che non può più prendersi cura dei suoi figli. Dopo più di 50 contatti medici, ora dovrebbe essere ricoverata in psichiatria. Il dottore dice: “Nella conversazione è del tutto normale, solo infinitamente triste e disperata. E poi c’è il pilota professionista che non può più volare perché dimentica tutto. C’è il giovane ingegnere che non può più gestire il suo progetto di costruzione su larga scala dopo la v.accinazion.e perché ad esempio non è più in grado di leggere e modificare fogli di calcolo Excel. C’è la giovane banchiera che perde il lavoro dei suoi sogni a causa della m.alattia post-v.accinal.e. Ci sono i due fratelli che si sono ammalati g.ravemente dopo essere stati v.accinati e non vanno a scuola da un anno e tanti altri”

“Ho visto 170 casi di questo genere, e ogni giorno sono di più!”, dice commosso il cardiologo, ed elenca altre sofferenze: “L’infermiera dell’ambulatorio, che non riesce più a orientarsi nella sua piccola città natale ed è in viaggio verso i pazienti e sulla via di casa perde l’orientamento; il padre di bambini piccoli la cui mamma deve dare uno dei ragazzi per accompagnarlo quando va a fare la spesa perché suo padre, che ha la m.alattia dopo il v.accino, non riesce a gestire la lista della spesa! Che catastrofica relazione padre-figlio sta per determinarsi!

È la peggior m.alattia che abbia mai vissuto nella sua lunga carriera professionale, anche perché non si crede al paziente, sottolinea il medico: “Vedo posizioni lavorative distrutte, crolli finanziari, relazioni interrotte, depressione grave, in cui gli antidepressivi non fanno parte comunque di un aiuto, e – suicidi, in aumento. Raramente ho visto tanta disperazione e spesso ho pianto anche dopo aver parlato con questi pazienti. Non ho mai provato una cosa del genere!”

Sebbene il quadro clinico sia vario, il dott. Möller ha individuato uno schema ricorrente. Alla domanda sulle opzioni terapeutiche, lo specialista spiega che nel luglio 2021 gli oftalmologi dell’ospedale universitario di Erlangen avevano già introdotto una sostanza legante gli autoanticorpi (BC007) che veniva utilizzata per trattare il glaucoma e in cardiologia per una forma di insufficienza c.ardiaca e l’avrebbero usato per quattro pazienti affetti da longc.ovid. “Ha aiutato tutti e quattro i pazienti in questo tentativo di trattamento, a volte in modo impressionante, tre di loro in modo permanente, uno ha avuto una ricaduta dopo sei mesi. Questo successo di guarigione è noto dal luglio 2021. Finora (più di 18 mesi dopo) una sperimentazione di questo farmaco non è nemmeno iniziata, meglio che non commenti. Finché BC007 non sarà approvato, come opzione terapeutica rimane solo il cosiddetto “lavaggio del sangue”: se si identificano gli autoanticorpi come il fattore decisivo della m.alattia, la logica conseguenza è che si tenta di rimuovere questi autoanticorpi mediante adsorbimento immunitario”.

I colleghi che hanno avuto il coraggio di portare avanti questa terapia dall’inizio del 2022 (non prevista da linee guida, come la cosiddetta terapia off-label) hanno riportato una percentuale di successo dal 70 all’80 percento. Il problema è che le casse previdenziali e assicurative fino ad oggi hanno rifiutato il finanziamento con argomentazioni puramente burocratiche. La terapia ambulatoriale costa ben 11.000 euro, quella a domicilio anche intorno ai 18.000 euro. “Dopo che la m.alattia non è stata riconosciuta e le persone colpite sono state screditate come ‘casi psicosomatici’, ora c’è lo scandalo socio-politico che solo i pazienti benestanti possono permettersi questo trattamento. L’immunoadsorbimento è stato quindi effettuato solo in 40 dei miei 170 pazienti”, lamenta il medico.

Di questi 40 pazienti, dopo sei mesi di follow-up, è stato in grado di valutare il successo a lungo termine di 20 pazienti, secondo il medico: il 60% aveva visto un miglioramento significativo e duraturo. Dopo un miglioramento iniziale, il 20% ha avuto una ricaduta. “Non ha aiutato altre quattro persone, con tre di questi quattro pazienti che hanno riferito che la stanchezza era migliorata in modo significativo, ma il loro vero problema principale (dolore articolare, mancanza di respiro) è rimasto invariato. Nel complesso, questi numeri sono troppo bassi, ma sono in linea con i report dei miei colleghi che eseguono l’immunoassorbimento. Quello che stiamo vedendo è che la sindrome da affaticamento e i disturbi cognitivi in ​​particolare migliorano significativamente con il trattamento”.

Dopo aver seguito i casi, però, bisognava affrontare alla fine un punto, che dopo il discredito dei m.alati e il rifiuto di finanziare l’unica terapia utile, si è allargato forse a un terzo e forse più grande scandalo: “Dei 170 pazienti che seguo, 120 sono pazienti post-v.accin.o, cioè la malattia è scoppiata poco dopo la v.accinazione (di solito dopo la 2a o 3a v.accinazione). Da tutti questi 120 pazienti affetti, i report sono stati inviati al Paul-Ehrlich-Institut come d.anno da v.ac.cinazione – dai loro medici generici (raramente) – o da loro stessi. In nessun caso la m.alattia è stata riconosciuta come d.anno da v.accin.o”. Jörg-Heiner Möller aggiunge indignato: “Ora, per quanto ne so, il Paul-Ehrlich-Institut non esamina i fatti clinici del d.anno da v.accinazion.e. Ma chi lo fa davvero? E come può essere che queste persone che hanno dimostrato di essere m.alate dopo la v.accinaz.ione non compaiano in nessuna statistica? Ciò può solo significare che il numero di d.anni da v.accino è molto più alto di quanto annunciato dagli organismi ufficiali! La trasparenza è urgentemente necessaria!”

Il dottor Jörg-Heiner Möller ha quindi descritto in sette punti lo schema ricorrente per individuare questa nuova m.alattia:

Primo: si sviluppa una grave sindrome da stanchezza. Nei casi peggiori, si resta allettati. E non si riesce a sconfiggerla, dopo ogni sforzo c’è una grave ricaduta. “Chiamiamo questa particolarità PEM (m.alessere post esercizio di riabilitazopme). È il motivo, ad esempio, per cui la condizione di molte delle persone colpite si deteriora in modo significativo dopo la riabilitazione, solo pochi centri di riabilitazione hanno familiarità con questa sindrome da affaticamento.

Secondo: nella stragrande maggioranza dei casi si verificano disturbi cognitivi, spesso interpretati erroneamente come sviluppo di demenza. Le difficoltà nel trovare le parole sono un’altra variante, essere distratti al volante di un’auto in movimento e dimenticare che si sta guidando è un’altra caratteristica. Emerge anche un’intolleranza di gruppo, il sovraccarico sensoriale di stare con gli amici può improvvisamente diventare intollerabile. Si verifica l’isolamento sociale, aggravando la distruttiva tendenza all’isolamento di questa m.alattia.

Terzo: compaiono mal di testa, a volte insopportabili e che non rispondono ai soliti farmaci.

Quarto: si verificano disturbi visivi, spesso con esiti di esami oftalmologici del tutto normali.

Quinto: insorgono dolori articolari e muscolari, spesso interpretati erroneamente come “reumatismi”.

Sesto: si verifica un disturbo nella percezione del caldo e del freddo.

Settimo: il battito cardiaco accelerato può verificarsi senza motivo”.

FONTE

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