• Aprile 13, 2024

Cosa è accaduto nelle ultime ore in Italia

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Numerosissimi, come sempre, gli incidenti in Italia.


Stroncato nel sonno: addio al titolare del Belvedere

Ha perso la vita nella notte,di colpo. Solo poche ore prima aveva concordato con la sorella il menù da proporre a Natale nel suo locale, riporta Il Giornale di Vicenza, la trattoria Belvedere, locale storico di Foza. Le ultima parole alla sorella: «Vai a letto tranquilla, mi sento già meglio, ci vediamo domani mattina». Invece alle 8.30 di ieri la sorella, non vedendolo scendere, è andata a controllare e l’ha trovato ormai senza vita.

Foza ha perso Simone Gheller, 48 anni, alpino, gestore dell’albergo trattoria di località Lazzaretti, attività storica fondata all’inizio del secolo scorso da Isidoro Gheller, sulla traccia di un’osteria già avviata nell’800 dal padre, poi proseguita da Aurelio Gheller, padre di Simone e Stefania, che stavano portando avanti l’antica tradizione dei ritrovi eno-gratronomici di montagna.

Il dolore della famiglia

«Perdere mio fratello in un modo così improvviso è stato un vero colpo al cuore – spiega Stefania -. Aveva preso l’influenza stagionale, da martedì scorso era stato a letto qualche giorno con la febbre ma si stava riprendendo, tanto che proprio la sera prima di morire ci eravamo messi attorno a un tavolo per decidere cosa fare per Natale. Era stato lui che mi aveva incoraggiato a lavorare: sono da poco stata operata a un ginocchio e non ero convinta di farcela. Ma Simone mi aveva detto che non potevamo tener chiusa la locanda e io come sempre mi sono fatta trasportare dalla sua grande passione per il mestiere della ristorazione, e gli ho detto che andava bene, che con lui affianco ce l’avrei fatta. Avevamo anche deciso il menù: avremmo fatto crespelle e poi cervo con la polenta. Poi ci siamo salutati per andare a dormire, lui mi ha rassicurato dicendomi che l’influenza era passata e che adesso si sentiva meglio. Abitiamo insieme sopra la locanda. Durante la notte mi sono svegliata varie volte e, preoccupata, sono andata a controllare che stesse bene. L’ho sempre visto tranquillo, così anche io mi sono rassicurata. Poi alla mattina, quando erano già le 8.30 e non l’ho visto scendere, sono salita in camera sua e l’ho trovato a letto, con gli occhi sbarrati. Non respirava più. Era morto. Mi sono disperata, ho chiamato il 118, che mi ha detto di contattare la guardia medica. È arrivata, ha constatato il decesso. Mio fratello non c’è più e io ora non so come fare. Dopo che ho perso mio marito nel 2003, Simone mi ha aiutato ad allevare i miei due figli, mi è stato vicino in tutto. Era la spina dorsale dell’attività e anche delle nostre vite».


Si sente male mentre va in bicicletta muore in ospedale

Fucecchio, 19 dicembre 2022 – Una passseggiata in bicicletta si è conclusa in tragedia per Paolo Bertoncini, 54enne, che ieri mattina intorno alle 12 si è accasciato mentre percorreva la provinciale 11 a Fucecchio. I soccorritori lo hanno trovato riverso sul ciglio che costeggia la provinciale, la bicicletta su cui viaggiava accanto al suo corpo esanime.

Inizialmente si temeva che l’uomo fosse rimasto vittima di un incidente, come riporta La Nazione, ma in realtà ha accusato un violento malessere che ha causato la rovinosa caduta. Il 54enne è stato quindi soccorso e trasportato in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale empolese “San Giuseppe” dove è poi è morto nel tardo pomeriggio. Sulla provinciale 11 sono intervenuti anche gli agenti della polizia municipale che hanno effettuato le verifiche del caso.


Se ne va durante una battuta di caccia

Il 74enne Franco Rivi, di Scandiano, stava cambiando zona quando si è accasciato sul volante della sua auto dov’è stato trovato senza vita.

Un cacciatore di 74 anni, lo scandianese Franco Rivi, è stato stroncato al termine di una battuta di caccia al cinghiale, scrive Il Resto del Carlino. È successo ieri, intorno alle 13, a Fondiano di Viano. La battuta di caccia, secondo una prima ricostruzione, era appena conclusa. Rivi era salito sull’auto per cambiare zona di battuta. Il 74enne si è sentito male e altri cacciatori si sono subito accorti che Rivi si era accasciato sul volante della macchina prima di ripartire. Hanno prontamente soccorso il 74enne e attivato la centrale operativa del 118 che ha coordinato l’emergenza inviando immediatamente sul posto un’ambulanza della croce rossa del comitato di Casina e il personale dell’automedica.

I sanitari hanno praticato le manovre di rianimazione, ma non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Scandiano per eseguire gli accertamenti. La salma è stata in seguito recuperata e trasferita al cimitero nuovo di Coviolo. Franco Rivi viveva a Scandiano e lascia la moglie Mariolina, i figli Silvia, Simona e Cristian e gli altri parenti. Rivi ieri aveva partecipato alla battuta con la squadra della compagnia del cinghiale di Leguigno di cui era un componente.


Tragedia nel Vibonese: venditore ambulante stroncato

A nulla è valso l’intervento del medico della vicina postazione di continuità assistenziale,scrive Zoom 24.

Tragedia a Nicotera, nel Vibonese, venditore ambulante muore dopo un improvviso malore. Si chiamava Giuseppe Taccone, sposato con due figli. Per come riporta “Gazzetta del Sud”, quando la mattinata di lavoro volgeva ormai al termine, pare abbia litigato con un familiare e, preso dalla rabbia, abbia lasciato la sua postazione raggiungendo la vicina abitazione in una traversa di via Luigi Razza. Qui ha cominciato a star male e a nulla è valso l’intervento del medico della vicina postazione di continuità assistenziale.


È mancato Genuino Del Duca, pilastro della ristorazione e titolare del Podere Marcampo a Volterra

Lascia la moglie e due figli.

VOLTERRA. Un malessere nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 dicembre non gli ha lasciato scampo, lo scrive Il Tirreno. È morto a 69 anni Genuino Del Duca, pilastro dell’enogastronomia e padre del Podere Marcampo, agriturismo e azienda agricola. Un gioiello immerso nel verde delle colline attorno a Volterra. Lascia la moglie Ivana e i figli Claudia, 36 anni, e Riccardo, 41. Del Duca è stato a lungo il titolare dell’Enoteca Del Duca, nel cuore di Volterra. Molte persone ne piangono la scomparsa, ricordandone le grandi capacità umane e professionali.


Cinquantenne si schianta contro un palo dopo un malessere

Uno schianto molto forte che ha distrutto la parte anteriore dell’auto sulla quale viaggiava.

Un uomo di 59 anni venerdì verso le 15.30 stava percorrendo la Ss 11 quando giunto a Boffalora sopra Ticino, tra il ristorante Garden e la Magnana, ha perso il controllo del veicolo, riporta Il Giorno. Stava andando verso il ponte sul Ticino, ma improvvisamente ha sbandato finendo fuori strada per poi sbattere violentemente contro una pianta. Forse, alla base di tutto, un malessere. Giunti sul posto i soccorritori della Croce Bianca di Magenta e la Polizia locale. Il 59enne è stato stabilizzato e accompagnato, in codice giallo, al pronto soccorso del Fornaroli. Nessuna ripercussione sul traffico, visto che il veicolo è finito fuori strada. La Polizia locale ha escluso il coinvolgimento di altri veicoli o passanti o animali. Altri incidenti, sempre sempre venerdì, si sono avuti a Vittuone con un motociclista di 61 anni coinvolto in una caduta e due ad Abbiategrasso nella serata in via Cavallotti e in via Paolo VI.


Figlio 64enne manca poche ore prima della madre 95enne

Maurizio Quarti non aveva disturbi: stroncato da un malessere mentre stava andando a trovare Rosa Brena. Che se n’è andata poco dopo

Era sempre stato bene Maurizio Quarti, 64 anni, figlio unico, una vita accanto alla madre Rosa Brena, 95 anni, vedova da circa 20. Non l’ha mai lasciata sola, neppure quando le sue condizioni sono peggiorate, un mesetto fa, ed è stato necessario il suo trasferimento dall’ospedale Papa Giovanni alla casa di cura dell’Istituto Palazzolo, a Torre Boldone, tra l’altro comune di residenza dei due, per un soggiorno di sollievo dopo la degenza.

Venerdì mattina Maurizio stava andando come sempre era andato a farle visita. La madre era peggiorata e si stava lentamente spegnendo. In ascensore, però, è stato colto da un infarto: inutile il trasporto d’urgenza al Papa Giovanni. Non ha mai ripreso conoscenza. E qualche ora dopo Rosa, prima di undici figli (di cui quattro ancora in vita) ha seguito l’unico figlio tanto amato, come raccontato da L’Eco di Bergamo.


Tragedia in Calabria, ciclista accusa un malessere e muore sulla strada statale 18

Una tragedia si è consumata stamattina sulla Statale 18, nel Reggino: un ciclista è purtroppo deceduto mentre stava percorrendo su una bici il tratto che collega Rosarno a Gioia Tauro, lo riporta Calabria 7.

A causa di un mancamento, l’uomo – di Nicotera – mentre stava pedalando, ha rallentato la corsa ed è caduto a terra. Una persona si è fermata per prestare i primi soccorsi, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.


Viene a mancare sul bus dopo un malessere: la tragedia in corso Monte Grappa

Mentre stava viaggiando sull’autobus è stato colto da un manacamento, perdendo i sensi e svenendo a terra. E in pochi istanti e sopraggiunta la morte. Questa il drammatico episodio avvenuto questa mattina su un autobus in transito in corso Monte Grappa, come riportato da Genova 24.

Il dramma è accaduto alle 11.30 circa: l’uomo,sulla settantina, ha accusato il malessere, svenendo a terra: immediato l’intervento dei passeggeri e dell’autista del bus, che ha chiamato il 118. I medici, arrivati in pochi minuti, non hanno però potuto far altro che constatare la morte dell’uomo.

Il mezzo di Amt è rimasto fermo diversi minuti, per permettere al medico legale inviato dal magistrato di turno Marco Zocco di fare tutti i rilievi del caso.


Si accascia improvvisamente a terra in pieno centro, grave 44enne

E’ successo poco prima delle 11 in via Buonarroti. Le persone accorse al mercatino domenicale hanno allertato i soccorsi, lo scrive La Provincia Cremona.

ORZINUOVI – Sirene in pieno centro ieri mattina, poco prima delle 11, a Orzinuovi. Un 44enne del posto, a causa di un malessere, si è improvvisamente accasciato a terra e le persone accorse al mercatino domenicale hanno allertato i soccorsi. Preziosa la collaborazione degli espositori che si sono immediatamente mossi per liberare il passaggio e permettere l’ingresso dell’ambulanza. Sul posto, insieme alla Croce verde, anche carabinieri e polizia locale. I sanitari, per stabilizzare le condizioni dell’orceano, sono dovuti ricorrere alla rianimazione, fortunatamente con successo. È stato trasportato in codice rosso al Mellino Mellini di Chiari ed è al momento in prognosi riservata.


Si sente male mentre va a vedere il Brescia: tifoso portato d’urgenza in ospedale

Soccorsi del 118 in azione a Castelvetro, nel Piacentino, nel primo pomeriggio di sabato, quando un 50enne ha accusato un malessere a bordo di un pullman di tifosi del Brescia Calcio, in transito sulla A21. 

Il conducente è uscito dall’autostrada proprio al casello di Castelvetro, dove sono stati chiamati i soccorritori, giunti da Monticelli d’Ongina con un’ambulanza. Le condizioni dell’uomo sono parse subito gravi e in supporto è giunta un’automedica da Cremona. Il personale sanitario ha predisposto per l’uomo il trasporto nel vicino Ospedale Maggiore, in codice rosso. 

Sul posto anche la polizia Stradale. In serata, stando a quanto appreso, le condizioni di salute dell’uomo stavano via via migliorando. Da  ilpiacenza.it


Podista accusa malessere e batte la testa a terra: portato in ospedale

La mattina del 18 dicembre, un podista è stato portato in ospedale perché ha accusato un malessere. Nell’accasciarsi è caduto e ha battuto la testa a terra.

Un podista, durante una manifestazione sportiva lungo Corso Garibaldi a Santa Maria Capua Vetere, si è sentito male, lo riporta L’Occhio di Caserta. Per cause ancora in fase di accertamento, forse per un malessere inaspettato, forse per le condizioni del manto stradale, l’uomo è caduto impattando violentemente con la testa al suolo. Soccorso dai sanitari del 118 e trasportato in codice rosso all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta dove si trova ricoverato per approfondimenti clinici.


Addio a Carlo Faraoni, la “penna” del basket

Si è sentito male mentre stava passeggiando. Era uno storico collaboratore del nostro giornale.

Empoli, 18 dicembre 2022 – Una banale passeggiata nel primo pomeriggio sulle colline di Coeli Aula con un’amica, poi il mancamento e la disperata corsa al Pronto Soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli.

Si è spento così, all’improvviso, all’età di 67 anni, Carlo Faraoni, storico giornalista, scrive La Nazione. Dopo aver seguito le vicende dell’Empoli Calcio, di cui è sempre rimasto sostenitore, nei primi anni novanta, da diversi anni la sua firma corredava gli articoli sulle squadre maschile e femminile dell’Use Basket, società di cui era anche stato giocatore per tante stagioni e di cui conosceva a mena dito la storia. Tanto che recentemente il club biancorosso lo aveva individuato come l’unica penna in grado di poter scrivere il libro celebrativo dei cento anni dalla fondazione. Intanto questo pomeriggio a Faenza la società biancorossa chiederà di poter effettuare un minuto di silenzio per ricordarlo prima dell’inizio del match, in programma alle 18 e valevole come 13ª giornata del campionato maschile di Serie B. Oltre al basket l’altra sua grande passione era il bridge, portata avanti all’interno dell’associazione Empoli Bridge, dove faceva parte del consiglio ed organizzava corsi per principianti e di perfezionamento oltre che curare l’aspetto mediatico e star dietro alle operazioni burocratiche con la federazione sportiva.

Carlo lascia la moglie Sandra, la figlia Giorgia e la piccola nipotina Viola. La notizia della sua scomparsa è stata un fulmine a ciel sereno per tutti, soprattutto alla luce del fatto che era un uomo in perfetta salute, come ricorda Andrea Faraoni, uno dei suoi allievi di bridge e amico di famiglia: “Sono stato io ad avvertire la figlia e ad accompagnarla all’ospedale – racconta – perché abita vicino a casa mia. La signora che era con lui ha infatti avvertito mio padre quando ha iniziato a sentirsi male, dato che in un primo momento non sembrava qualcosa di particolarmente grave. Poi la situazione è precipitata con questa signora che, oltre a chiamare i soccorsi, ha provato anche ad effettuare un massaggio cardiaco. Sinceramente è una cosa che non ci spieghiamo – prosegue – perché non ha mai sofferto di cuore, era uno sportivo. Sono anch’io in questo gruppo di passeggio, e Carlo era sempre uno dei più attivi tanto che era stato lui a proporre questa camminata, dopo che gli ultimi ritrovi erano saltati per il maltempo”. Da parte di tutta la nostra redazione facciamo le più sentite condoglianze alla famiglia.


Scialpinista colta si sente male in Val di Zoldo, arriva l’elisoccorso

Mattinata intensa sulle montagne bellunesi quella del 18 dicembre.

Le località sciistiche presentano molto turisti arrivati o in giornata o anche nel weekend per sciare viste le nevicate di questi giorni. 

E così pochi minuti prima delle 10 di mattina la centrale del Suem è stata attivata per uno scialpinista che ha riportato un sospetto trauma alla gamba, sciando sul Cadin della Neve, nei Cadini di Misurina. Individuato il luogo dall’incidente, l’elicottero di Trento ha recuperato il 37enne di Auronzo e lo ha trasportato all’ospedale di Cortina.

Successivamente l’eliambulanza trentina è volata in Val di Zoldo, a seguito dell’allertamento, verso le 11.25, per una scialpinista colta da malore nella zona del sentiero 584 tra Casera della Grava e Spiz Zuel. La 55enne di Belluno è stata quindi accompagnata all’ospedale di Agordo per le valutazioni del caso, lo riporta Il Corriere delle Alpi.


Colpito da infarto manca a 54 anni Marco Quaranta

Cordoglio nel mondo delle palestre isernine. È mancato questa mattina, colpito da infarto, a soli 54 anni, Marco Quaranta, storico titolare di una delle palestre più longeve del capoluogo pentro, nel centro commerciale Vacca, di via Umbria.

Quaranta, che viveva con la madre, lascia un figlio di soli 12 anni. I funerali domani scrive Il Quotidiano del Molise.


E’ morto a 64 anni Massimo Tommasino, era direttore scientifico dell’Oncologico di Bari: “La prevenzione era la sua missione”

Ricercatore, poi group leader e capo dipartimento nei più importanti istituti di ricerca, negli Stati Uniti e in Europa: era uno dei massimi esperti di tumori in Puglia, la notizia di la Repubblica.

Fino all’ultimo si era impegnato al massimo in favore della prevenzione, proprio di quel terribile male che alla fine lo ha portato via. È scomparso a 64 anni dopo aver a lungo combattuto con la malattia, Massimo Tommasino, direttore scientifico dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari.

“Una persona che viveva per la prevenzione” come ricorda chi quotidianamente lo incrociava nei corridoi dell’Oncologico, di cui aveva assunto la direzione scientifica dal primo aprile scorso. Oltre un anno fa la scoperta del tumore, ma il dovere professionale era per lui più importante di qualsiasi cosa. Ecco perché aveva continuato a svolgere il suo ruolo all’interno dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico mentre seguiva le terapie. Poi, nel week-end, la terribile notizia. 

“Piangiamo un uomo nobile e buono, uno scienziato, un professionista, una persona innamorata della scienza e della vita – il ricordo del direttore generale, Alessandro Delle Donne – Per tutti una perdita inestimabile. Abbiamo avuto poco tempo per godere della sua persona, ma sufficiente per capirne il grandissimo valore. Nonostante la malattia, con il suo entusiasmo abbiamo fatto in pochi mesi un percorso eccezionale. Il segno che ha lasciato in tutti noi è indelebile”.

E in effetti tanto aveva svolto in meno di un anno Tommasino, originario di Taranto. Come fanno sapere dall’Istituto, aveva riorganizzato organigramma e attività del settore della ricerca, improntandoli ai più alti standard internazionali, anche al fine di valorizzare e sostenere i giovani ricercatori pugliesi. Aveva varato un vasto piano di assunzioni – concorsi pubblici per 35 figure professionali, in corso di espletamento – per rafforzare l’attività scientifica. Senza dimenticare gli eventi organizzati nel capoluogo pugliese per avvicinare il pubblico ai temi della medicina e della scienza. Il ruolo di direttore scientifico era arrivato dopo una lunga carriera all’estero: era stato prima ricercatore, poi group leader e capo dipartimento nei più importanti istituti di ricerca negli Stati Uniti e in Europa. In Germania aveva lavorato nel German Cancer Research Center di Heidelberg, centro diretto da Harald Zur Hausen, insignito del premio Nobel per la medicina nel 2008 per le ricerche sul cancro della cervice e sul ruolo del papilloma virus nel suo sviluppo. In Francia aveva invece lavorato per 19 anni allo IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione, agenzia intergovernativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.


Ragazzo si spegne in casa: allarme nella notte, ma le manovre salvavita sono vane

PORTO SANT’ELPIDIO – Dramma questa notte in un’abitazione di via Faleria  dove è stato soccorso un giovane di 26 anni che risulta residente in centro.

Purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare. L’sos alla centrale operativa è scattato intorno alle 2.30 e sul posto è andata la Croce Verde di Porto Sant’Elpidio.

Sul posto, scrive Il Corriere Adriatico sono andati anche i carabinieri per ricostruire quanto accaduto. I militi della Croce Verde hanno praticato le manovre salvavita che si effettuano in casi del genere ma, purtroppo, il giovane è morto. Scattate subito le indagini per cercare di ricostruire quanto accaduto e scoprire la causa del malessere e decesso.


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