• Dicembre 9, 2022

Germania: “Restrizioni Covid sproporzionate, grave violazione dei diritti fondamentali”. Lo ha deciso oggi il Tribunale amministrativo federale di Lipsia

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Le disposizioni dell’ordinanza bavarese sulle misure di protezione dalle infezioni del 27 marzo 2020, come modificata dall’ordinanza di modifica del 31 marzo 2020 (BayIfSMV), relative all’abbandono del proprio domicilio, non erano compatibili con il principio di proporzionalità. Lo ha deciso oggi il Tribunale amministrativo federale di Lipsia.

Secondo l’articolo 4 (2) della BayIfSMV, l’allontanamento dal proprio domicilio era consentito solo in presenza di validi motivi. Motivi validi erano in particolare le attività elencate al paragrafo 3, tra cui lo sport e l’esercizio fisico all’aria aperta, ma esclusivamente da soli o con i membri del proprio nucleo familiare e senza alcuna altra formazione di gruppo (sezione 4(3)(7) BayIfSMV). Il Tribunale amministrativo bavarese, a seguito di una richiesta di revisione degli standard da parte di due privati, ha stabilito che il § 4 par. 2 e 3 del BayIfSMV è invalido. Il Tribunale amministrativo federale ha respinto il ricorso del Libero Stato di Baviera.

A sostegno della sua decisione, il Tribunale amministrativo bavarese ha affermato che il convenuto aveva definito le ragioni valide per lasciare il proprio domicilio in modo così restrittivo che la restrizione all’uscita era stata sproporzionata.

La restrizione riguardava anche il tempo trascorso all’aperto da soli o esclusivamente con i membri del proprio nucleo familiare. Il fatto che questa misura fosse necessaria per inibire la trasmissione del coronavirus, e quindi ai sensi dell’articolo 32 frase 1 in combinato disposto con l’articolo 28 paragrafo 1, era sproporzionata. In relazione al § 28.1 della legge sulla protezione dalle infezioni nella versione in vigore al momento dell’emanazione dell’ordinanza (cfr. comunicato stampa 69/2022), non è stato possibile riconoscerla sulla base di quanto sostenuto dalla parte convenuta.

Questa ipotesi è compatibile con la legge federale. Una misura è necessaria se non esistono mezzi altrettanto efficaci per raggiungere l’obiettivo e meno onerosi per i titolari dei diritti fondamentali. Come ha giustamente ritenuto il Tribunale amministrativo, le restrizioni ai contatti negli spazi pubblici e privati, che non avrebbero vietato di trascorrere del tempo all’aperto da soli o esclusivamente con i membri del proprio nucleo familiare, avrebbero potuto essere considerate una misura più blanda in questo caso. Esse avrebbero comportato un onere minore per i destinatari rispetto alla restrizione contestata di uscire. Secondo l’interpretazione vincolante della legge del Land da parte del Tribunale amministrativo, quest’ultima permetteva di uscire di casa per praticare sport e attività fisica, ma non per trascorrere semplicemente del tempo all’aria aperta, ad esempio per leggere un libro su una panchina del parco.

Nel valutare se la restrizione dei contatti, che poteva essere considerata un mezzo più blando, fosse meno efficace nel raggiungere l’obiettivo rispetto al coprifuoco contestato, l’intervistato aveva un margine di valutazione reale. Il margine di manovra relativo alla previsione degli effetti delle misure. Tuttavia, questo margine di manovra ha dei limiti. Il risultato della prognosi deve essere plausibile e quindi giustificato in modo plausibile. Questo è soggetto a revisione giudiziaria.

Il Tribunale amministrativo ha ritenuto che, secondo il convenuto, non fosse chiaro il motivo per cui un comportamento di per sé insignificante dal punto di vista infettivo, ossia trascorrere del tempo da soli o con le persone del proprio nucleo familiare all’aperto, al di fuori della propria abitazione, fosse stato sottoposto alla restrizione di uscita[…]

Il divieto di lasciare la propria abitazione per trascorrere del tempo all’aperto, che si applicava tutto il giorno e quindi anche durante le ore diurne, costituiva una grave violazione dei diritti fondamentali dei destinatari. Per la proporzionalità in senso stretto, si sarebbe dovuto dimostrare in modo plausibile che, al di là di una restrizione dei contatti, essa avrebbe potuto contribuire in modo significativo al raggiungimento dell’obiettivo di ridurre i contatti fisici e quindi di prevenire la diffusione della COVID-19. Anche in questo caso mancava.

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA

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