• Dicembre 2, 2022

Il caso Florida

Covid-19, curva dei contagi: Italia e Florida a confronto

In Italia la curva cresce e si pensa a restrizioni specifiche per i non vaccinati. In Florida, dove i passaporti vaccinali sono vietati, migliora la situazione con la terza dose già disponibile, i tamponi gratuiti e i centri di terapia con anticorpi monoclonali.

Il mantra «salvare il Natale» risuona in Italia e risveglia ricordi tutt’altro che piacevoli. Un anno fa, infatti, il Governo Conte II decise di introdurre le fasce colorate come misura alternativa a un paventato lockdown nel periodo festivo. Quest’anno, invece, tra le proposte di qualche presidente regionale si fa largo un “lockdown all’austriaca”, cioè un confinamento in casa per le sole persone non vaccinate.

Casi in aumento in Italia

Il Governo, per ora, pare escludere una misura così perentoria. È però possibile che qualche forma di restrizione venga introdotta nelle prossime settimane se si manterrà l’attuale tendenza in crescita dei contagi. Le autorità sanitarie lanciano l’allarme: tra due settimane cinque Regioni (VenetoFriuli Venezia-Giulia, Valle d’AostaLiguria e Provincia autonoma di Bolzano) potrebbero superare la soglia di incidenza settimanale di 250 casi per 100mila abitanti. Già qualche giorno fa un monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe evidenziava il peggioramento della situazione: nella settimana tra il 3 e il 9 novembre il numero di casi a livello nazionale è cresciuto del 38% in sette giorni, quello dei ricoveri nei reparti ordinari del 14,8%, quello dei ricoveri in terapia intensiva del 9,4%.

Il caso Florida

Mentre in Italia la curva epidemiologica è dunque in ascesa, negli Stati Uniti ci sono zone in cui la curva si sta sgonfiando. È il caso emblematico della Florida. Emblematico perché nello Stato americano il governatore repubblicano Ron DeSantis ha deciso di allentare le restrizioni anti-Covid già oltre un anno fa e di eliminare anche quelle rimaste nel maggio scorso quando, firmando un ordine esecutivo, ha vietato i passaporti vaccinali, proibito blocchi a tempo indeterminato, eliminato restrizioni nei confronti delle piccole imprese. È vero che l’andamento pandemico ha attraversato una fase delicata in Florida l’estate scorsa: il 18 agosto è stato raggiunto il picco massimo di casi giornalieri (23.335, per una popolazione di 21milioni e quasi 500mila abitanti). In agosto i reparti ospedalieri della Florida si sono trovati sotto pressione per l’alto numero di accessi dovuti al Covid. Il 23 agosto 75 medici hanno partecipato a una manifestazione a Palm Beach Gardens, a nord di Miami, contro la disinformazione diffusa che ha spinto molti cittadini a scegliere di non vaccinarsi. Finora in Florida, dove non esistono obblighi vaccinali surrettizi, il 60,6% della popolazione ha ricevuto il vaccino, dato nettamente inferiore a quello dell’Italia, dove coloro che hanno completato il ciclo vaccinale sono l’84,28% della popolazione over 12.

Eppure, detto della situazione complicata dell’estate scorsa, oggi in Florida l’indice dei contagi e quello delle ospedalizzazioni risultano entrambi in discesa. A fine ottobre scorso i ricoveri sono scesi sotto i 2.700, contro un massimo di 17mila registrati a fine agosto. «Anche se il Covid rimane una preoccupazione, l’ondata di Delta estiva in Florida è finita», ha dichiarato in una nota Mary Mayhew, presidente della Florida Hospital Association. La quale ha aggiunto: «Mentre il peggio dell’ondata Delta è alle nostre spalle, vaccinarsi rimane la migliore protezione contro malattie gravi, possibili ospedalizzazioni e morte per Covid». Sebbene non vi siano passaporti vaccinali né venga lontanamente presa in considerazione l’ipotesi di attuare restrizioni per i soli non vaccinati, in Florida l’accesso alla somministrazione è semplice e rapido. La terza dose è già stata sdoganata per ogni fascia d’età dai 18 anni in su ed è disponibile gratuitamente, oltre che nei centri vaccinali e strutture sanitarie anche in farmacia e persino in alcuni supermercati.

Terapia monoclonali

In Florida la discesa della curva di decessi e ospedalizzati è indubbiamente legata ad una serie di iniziative quali deterrenti  alla diffusione dei contagi di Covid-19. Oltre alla facilità di farsi inoculare le due dosi di vaccino, e oggi anche la terza, i tamponi (Covid test) sono da sempre gratuiti, ma a rallentare la curva di ospedalizzazioni e/o decessi sono indubbiamente i centri per le terapie monoclonali, che sono stati attrezzati nelle aeree più popolate dello Stato.

“La Florida ha somministrato oltre 130.000 trattamenti con anticorpi monoclonali, salvando migliaia di persone dall’essere ricoverate in ospedale. Non c’è dubbio che molte vite sono state salvate grazie alla loro ampia disponibilità”, ha dichiarato qualche settimana fa il governatore Ron DeSantis.

La terapia con anticorpi monoclonali può prevenire malattie gravi, ospedalizzazione e morte in pazienti ad alto rischio che hanno contratto o sono stati esposti a COVID-19. Un intervento nei primi giorni di contagio consente gli anticorpi di aiutare il sistema immunitario a riconoscere e rispondere efficacemente al virus. Secondo le linee guida per il trattamento, dovrebbero essere somministrati il ​​prima possibile dopo la diagnosi (Covid-test).

Anche questo trattamento è gratuito e lo stato di vaccinazione non ha importanza. Ne hanno diritto tutte le persone dai 12 anni o ad alto rischio di malattia grave a causa di COVID-19.

Attualmente esiste un ordine permanente in Florida firmato dallo State Surgeon General che consente ai pazienti di ricevere questo trattamento senza prescrizione medica  se somministrato da un operatore sanitario idoneo.

Negli studi clinici, il trattamento con anticorpi monoclonali ha mostrato una riduzione del 70% dei ricoveri ospedalieri e dei decessi e può dare un’immunità temporanea per ridurre le probabilità di contrarre l’infezione di oltre l’80%.

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