• Dicembre 4, 2022

Infezioni record negli anziani del Regno Unito. Efficacia negativa della doppia dose contro la morte da COVID

Il Covid non sembra mollare la presa, i casi stanno aumentando in molti paesi europei e gli anziani del Regno Unito stanno ora vivendo infezioni record. “Le infezioni da Covid raggiungono livelli record per gli over 70 nel Regno Unito” era il titolo di un articolo del Financial Times di venerdì. Ma come possono esserci infezioni record proprio dopo che quasi tutti gli anziani sono stati vaccinati e il 90% è stato potenziato, anche se molti hanno già avuto un’infezione precedente?

L’Irlanda è uno dei paesi più vaccinati dell’Unione europea, ma i ricoveri sono in aumento.

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Ora ci sono più persone negli ospedali irlandesi che in qualsiasi altro periodo in 12 mesi. Quasi il 95% di tutti gli adulti sono completamente vaccinati e quasi il 100% degli anziani viene vaccinato e potenziato.

Il numero di casi di COVID è quasi triplicato nel Regno Unito dal nadir del calo post-invernale di quattro settimane fa. Inoltre, i decessi si aggirano ancora intorno ai 125 al giorno, mentre dopo l’ondata invernale del 2021 (con un tasso di infezione precedente molto più basso), i decessi erano stati quasi ridotti a zero. Inoltre, la Scozia, che ha il più alto tasso di vaccinazione del Regno Unito ed è l’unica regione con l’obbligo di mascherina, sembra stare peggio che mai. “La Scozia ha registrato i più alti tassi di infezione della pandemia finora, con una persona su 14 infettata dal virus nella settimana fino a metà marzo, rispetto a una su 18 una settimana prima”, ha riferito il Financial Times.

Circa il 90% di tutte le persone di età superiore ai 12 anni in Scozia ha due dosi e il 73% ha il booster. Tra gli anziani, i booster sono quasi universali. Quindi, il fallimento del vaccino è più che mai esposto

L’efficacia negativa è fuori controllo. E la protezione contro la morte? Bene, non possiamo vedere esattamente da dove provengono le morti perché la Scozia ha convenientemente smesso di fornire quei dati, ma il governo del Regno Unito offrirà comunque i rapporti settimanali per qualche altra settimana.

Secondo l’ultimo rapporto di sorveglianza sanitaria del Regno Unito, circa il 95% degli individui sopra i 70 anni ha ricevuto due dosi e circa il 90% -93% delle coorti di età superiore ai 70 è stato potenziato. Solo l’1,6% dei casi di anziani tra le settimane 7 e 10 di quest’anno si sono verificati tra i non vaccinati, che è inferiore alla quota del 5% della fetta di popolazione che compongono. I tripla dose rappresentano il 90% dei casi.

Sebbene i vaccini offrano una certa protezione per alcune persone contro malattie critiche per un certo periodo di tempo, numerosi dati hanno dimostrato che la protezione non solo diminuisce, ma diventa negativa. I dati del Regno Unito ora mostrano che i doppiamente vaccinati hanno una protezione negativa e i tripla dose sono diretti in quella direzione.

La tabella 12b mostra i decessi COVID entro 60 giorni da un test SARS-CoV-2 positivo durante le settimane da 7 alla settimana 10 di quest’anno.

Come potete vedere, il 15% di tutti i decessi sono stati tra i doppia (ma non tripla) dose, solo circa il 4% di questa popolazione rientra in quella categoria. Questa è un’efficacia negativa diretta anche contro la morte. Così, stanno praticamente costringendo le persone a ricevere il booster per non incorrere in un’efficacia negativa da vaccino! Ma questo cosa fa presagire per chi ha ricevuto la terza dose?

Ricordate quando sembrava che i booster assicurassero un’ampia protezione contro la morte, anche se i contagi salivano alle stelle? Bene, ora, il 77% di tutti i decessi tra gli over 70 sono triplicati.

Se si tratta di tassi di contagi, il Regno Unito sta ora segnalando che in alcune coorti di età, i triplamente vaccinati hanno più di quattro volte più probabilità di risultare positivi, il che avrebbe un tasso di efficacia netto del -300%!

Quindi, avevano bisogno che l’Ucraina distraesse dalla narrazione, perché chiaramente c’è qualcosa di inquietante in corso con questi vaccini. Si potrebbe pensare che ormai ci sia abbastanza immunità accumulata da precedenti infezioni per precludere ondate come questa.

Eppure i dati sollevano la domanda: i vaccini stanno facendo scivolare indietro l’immunità naturale delle persone e creando una qualche forma di peccato antigenico originale e potenziamento della malattia anticorpo-dipendente, perchè i vaccini spazzano via le cellule T e l’immunità innata, impedendo loro di godere di un’immunità duratura da precedenti infezioni?

In altre parole, questo può continuare per sempre in un circolo vizioso di più casi che inducono più campagne vaccinali, che a loro volta creano più infezioni?

Un recente studio di Stanford pubblicato su Cell potrebbe far luce su questo fenomeno. I ricercatori hanno osservato una diminuzione della risposta immunitaria alle nuove varianti tra i vaccinati per il ceppo originale perché i vaccini stanno insegnando al corpo a rispondere in modo improprio.

“Troviamo che la precedente vaccinazione con antigeni simili a Wuhan-Hu-1 seguita da infezione con varianti Alpha o Delta dà origine a risposte anticorpali plasmatiche con apparente imprinting wuhan-Hu-1-specifico che si manifesta come risposte relativamente ridotte agli epitopi del virus variante, rispetto ai pazienti non vaccinati infettati da quei virus varianti”, hanno osservato i patologi di Stanford. Notano che la misura in cui questo possa causare il peccato antigenico originale “sarà un argomento importante di studio in corso”.

Provate a confrontare il rapporto della settimana 11 con il rapporto della settimana 5 di appena sei settimane fa. Vedrete che nella maggior parte dei gruppi di età, i tassi di casi tra i vaccinati con terza dose erano tra 1,5 e 2 volte maggiori, non tra 3 e 4 volte maggiori come lo sono oggi.

Si potrebbe pensare che con un tale tasso di infezione per così tanti mesi in questo gruppo, ad un certo punto si possa esaurire il pool di persone idonee e che il contagio potrebbe aumetare tra i non vaccinati. Ma in realtà, è vero il contrario; sta peggiorando ogni settimana per gli individui con tre dosi, specialmente tra gli anziani.

E sappiamo già da uno studio israeliano pubblicato sul New England Journal of Medicine che la quarta dose non migliorerà le cose. “Abbiamo osservato una bassa efficacia del vaccino contro le infezioni negli operatori sanitari, così come cariche virali relativamente elevate che suggeriscono che coloro che sono stati infettati erano infettivi”, hanno concluso gli autori dello studio confrontando gli operatori sanitari israeliani con quattro dosi con quelli con meno dosi.

È inoltre importante ricordare che qualsiasi studio realizzato per verificare l’efficacia del vaccino, sta considerando i vaccinati da meno di 14 giorni come “non vaccinati” e i vaccinati con terza dose nei primi 14 giorni dopo l’inoculazione come doppiamente vaccinati. È già dimostrato che questo è un periodo di immunosoppressione sul fronte della curva di efficacia. Alcuni hanno stimato che se si tiene conto di quei 14 giorni con rischio elevato, c’è da subito un’efficacia negativa.

Alla fine, siamo giunti a 11 miliardi di dosi con questa campagna di vaccinazione di massa globale e senza precedenti, eppure oltre il 72% dei 6,1 milioni di decessi confermati covid-19 si sono verificati dopo il lancio del vaccino. La metà dei decessi si è verificata da metà aprile, ossia dopo che tutta la popolazione vulnerabile aveva ricevuto una vaccinazione completa.

Forse è per questo che l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito ha annunciato nel rapporto di questa settimana (p. 37) che “dall’inizio di aprile in poi questa sezione del rapporto non sarà aggiornata”… E’ la sezione con i tassi di casi e mortalità per stato di vaccinazione.

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