• Ottobre 6, 2022

L’associazione svizzera Aletheia: “Non vaccinate i bambini. I rischi sono potenzialmente alti, i benefici no”

L’associazione svizzera Aletheia, con sede a Ebikon, nel Canton Lucerna, esprime forti dubbi sulla vaccinazione covid ai bambini, come riportato da Ticino Libero News.

Aletheia ha pubblicato un decalogo di motivi per cui il vaccino ai bambini è sconsigliato ed ha anche aggiunto dei dati allarmanti su effetti collaterali e mortalità nelle fasce di età dei piccoli.

Anzi, l’associazione, come comunica, è andata oltre: “Dopo aver analizzato la documentazione scientifica finora disponibile, ALETHEIA è giunta alla conclusione che i “vaccini COVID” sono generalmente inefficaci, insicuri e non necessari e che, inoltre, i requisiti formali per un’omologazione temporanea in Svizzera non sono stati affatto soddisfatti. Abbiamo quindi chiesto a Swissmedic nel luglio 2021 di sospendere immediatamente l’omologazione dei “vaccini COVID”. Finora, le nostre numerose richieste e obiezioni non hanno avuto risposta”.

Di seguito i dieci motivi elencati per cui ALETHEIA sostiene senza alcun dubbio che giovani e bambini non debbano vaccinarsi contro il Covid. In sintesi, non esistono “ragioni mediche o di salute pubblica a favore della vaccinazione di massa di bambini e adolescenti e per misure coercitive e restrittive contro coloro che non sono vaccinati”:

“1. Nei bambini e negli adolescenti, la maggior parte delle infezioni da SARS-CoV-2 sono lievi o
asintomatiche. Per loro, il rischio di morire di COVID-19 è quasi zero. Inoltre, la SARS-CoV-2 è anche soggetta alle leggi dell ́evoluzione. Sta quindi diventando più contagioso ma ancora meno pericoloso.

2. il numero di eventi avversi e decessi riportati dopo la “vaccinazione COVID” è insolitamente alto rispetto ad altri vaccini. Alcuni eventi avversi si verificano più frequentemente nei giovani, specialmente la miocardite. Se un’innovazione può causare potenziali danni e si conosce poco su di essa, il principio di precauzione impone di prima non procurare danni. Meglio prevenire che curare.

3. I dati di sicurezza a medio e lungo termine sui “vaccini COVID” non sono ancora disponibili. I bambini e gli adolescenti hanno un’aspettativa di vita residua da 55 a 80 anni. Gli sconosciuti effetti avversi a lungo termine sono molto più gravi per i giovani che per gli anziani.

4. Gli interventi di vaccinazione sono solitamente basati su attesi benefici che superano di gran lunga il rischio di danno da vaccino. L’analisi rischio-beneficio per i “vaccini COVID” indica un potenziale alto rischio con assoluta mancanza di benefici per bambini e adolescenti.

5. La trasmissione della SARS-CoV-2 dai bambini agli adulti è minima e gli adulti in contatto coi bambini non hanno una maggiore mortalità per COVID.

6. Non è etico e non è scientifico esporre i bambini e i giovani a rischi inutili per poter presumibilmente “proteggere” gli adulti. Finora, i “vaccini COVID” non hanno dimostrato di proteggere dalla trasmissione. I dati attuali mostrano che le persone “non vaccinate” e “vaccinate” sono ugualmente infettive.

7. Sono disponibili trattamenti efficaci per gli individui ad alto rischio.

8. L’immunità naturale all’infezione da SARS-CoV-2 è ampia, effettiva e più efficace  dell’immunità vaccinale, soprattutto in termini di immunità alle varianti. Questo è particolarmente vero per i bambini e gli adolescenti.

9. Esistono diversi protocolli di profilassi (preventiva) e trattamenti efficaci per bambini e adolescenti con malattie preesistenti.

10. La vaccinazione dei bambini e degli adolescenti non è necessaria per “l’immunità di gregge”. Dopo quasi due anni di pandemia, la maggior parte delle persone ha un’immunità esistente (incrociata) alla SARS-CoV-2 e ad altri coronavirus o ha recuperato dalla COVID-19″.”

L’associazione supporta quanto affermato con una lunga serie di dati. “Nello studio di fase 3, che è la base per l’approvazione dell’uso dei “vaccini COVID” nei bambini dai 5 agli 11 anni, sono stati inclusi 2’268 bambini. Lo studio è stato condotto in 81 luoghi di studio negli USA, in Spagna, in Finlandia e in Polonia. 1’517 bambini hanno ricevuto il “vaccino”, 751 il placebo.
1’510 bambini nel gruppo del vaccino e 746 bambini nel gruppo del placebo hanno raggiunto la fine dello studio. Al momento dell’analisi, il tempo medio di monitoraggio era di 2,3 mesi, da 0 a 2,5 mesi. Per indagare l’efficacia della “vaccinazione”, è stato esaminato il verificarsi della “malattia COVID-19 lieve” (≥ 1 sintomi come mal di gola, tosse, febbre, diarrea, ecc. in combinazione con un test RT-PCR positivo), come negli studi di fase 3 per gli adulti e gli adolescenti”.

Cosa è emerso? “Tra i partecipanti allo studio senza infezione da SARS-CoV-2 prima dell’inizio dello studio, 3 bambini nel gruppo di vaccinazione hanno sviluppato una “lieve malattia COVID (0,198%), mentre ciò è avvenuto in 16 bambini (2,13%) nel gruppo placebo. A nessun partecipante allo studio è stato diagnosticato un decorso grave di COVID-19, nessun bambino ha dovuto essere ricoverato in terapia intensiva o è morto, per esempio. Gli statistici calcolano un’efficacia del vaccino del 90,7% per le “malattie COVID lievi” sulla base della riduzione del rischio relativo (RRR). La riduzione del rischio assoluto (RRA), tuttavia, è solo dell’1,9%”.

Non solo non c’è un’efficacia provata, ma i numeri relativi agli effetti avversi sono per Aletheia rilevanti. “Nel database degli eventi avversi da vaccino statunitense VAERS, sono stati registrati 36 decessi di bambini da <3 a 17 anni entro la fine di novembre 2021. Nel 37% del totale di 7.316 decessi registrati, l’età è “sconosciuta”. Questa cifra nasconde probabilmente altre morti di bambini. In Europa, degli oltre 1,2 milioni di persone colpite da eventi avversi al vaccino, più di 16’500 sono bambini. Gravi effetti collaterali si sono verificati in 6’852 bambini, 75 bambini sono morti in una correlazione temporale con la “vaccinazione COVID”. (stato allo 10.12.2021). Poiché è noto che si deve presumere una massiccia sottorappresentazione (normalmente solo l’1-5% degli effetti collaterali delle vaccinazioni sono riportati), si pone la domanda di quale fattore queste cifre devono essere moltiplicate per riflettere la realtà”.

“L’esame istopatologico di 15 adulti deceduti in correlazione temporale con la “vaccinazione COVID” ha rivelato chiare prove di una patologia di tipo autoimmune innescata dai “vaccini” in numerosi organi, primo fra tutti il cuore e i polmoni”, prosegue la lunga nota. “Si può supporre che, soprattutto dopo le vaccinazioni di richiamo, numerosi effetti collaterali gravi, anche mortali, possono verificarsi come risultato di tali “auto-attacchi” contro i tessuti del corpo”.

FONTE

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