• Luglio 12, 2024

Lo scandalo degli abusi e delle violenze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

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Dopo la serie di scandali sugli abusi sessuali da parte di operatori dell’OMS e di altre associazioni umanitarie durante l’epidemia di Ebola in Congo dal 2018 al 2020, l’OMS è stata costretta di recente a nominare un investigatore sugli abusi sessuali come nuovo revisore interno.

Più di 50 donne hanno accusato gli operatori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di importanti ONG di sfruttamento sessuale e abusi nella Repubblica Democratica del Congo durante la crisi dell’ebola.
Le donne avevano anche segnalato la presenza di uomini dell’UNICEF, di Oxfam, di Medici senza frontiere, di World Vision, di ALIMA e dell’International Organization for Migration.
Tre organizzazioni si sono impegnate a indagare sulle accuse, sulla base delle scoperte dei giornalisti.
La maggior parte delle agenzie umanitarie e delle ONG ha invece dichiarato di non aver ricevuto segnalazioni di abusi durante la crisi.

Il personale dell’OMS è venuto a conoscenza delle accuse all’inizio di maggio 2019, ma è stato solo nell’ottobre 2020 che è stata istituita una commissione indipendente, un mese dopo la pubblicazione dell’indagine che presentava più di 50 donne vittime di violenza sessuale in cambio di lavoro. Ulteriori segnalazioni avevano rivelato più di 20 altre vittime.

“Per andare avanti nel lavoro, dovevi fare sesso… Tutti facevano sesso in cambio di qualcosa. Era molto comune”, aveva dichiarato una donna agli investigatori.

Chi sapeva cosa e quando?

Il rapporto della commissione ha sollevato seri interrogativi sui massimi dirigenti dell’OMS e sul perché non fossero a conoscenza della portata del problema. Tedros, ad esempio, aveva visitato il Congo 14 volte durante la risposta all’Ebola, mentre altri membri del personale avevano effettuato ancora più visite.

Tedros, che ha poi dichiarato di assumersi la responsabilità “ultima” per i fallimenti, aveva anche affermato di non essere a conoscenza delle accuse fino a quando l’indagine di The New Humanitarian e Thomson Reuters Foundation non è stata pubblicata nel settembre 2020.

Ma il rapporto della commissione indipendente afferma che il personale dell’OMS fosse a conoscenza delle accuse già nel maggio 2019, osservando che “la negligenza individuale può equivalere a cattiva condotta professionale”.

Le diffuse accuse di abusi sessuali contro l’OMS sono solo le ultime di una serie di ripetuti scandali sessuali che hanno afflitto le Nazioni Unite per decenni. Nonostante le promesse di “tolleranza zero”, le accuse contro gli operatori delle Nazioni Unite e le forze di pace continuano a crescere.

E così, alla fine di maggio, L’OMS nomina un investigatore sugli abusi sessuali come nuovo revisore interno, Lisa McClennon, ora è direttore dei servizi di supervisione interna (IOS), l’ufficio incaricato di indagare su tutti i comportamenti scorretti, compresi abusi sessuali e frodi, presso l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Lisa McClennon, revisore interno entrante dell’OMS

McClennon è però già stata capo delle indagini IOS dal novembre 2021 ,conducendo indagini proprio sullo scandalo degli abusi sessuali nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) durante l’epidemia di Ebola nel 2018.

La McClennon si è già scontrata con la lentezza con cui l’OMS indaga sulle indagini per abusi sessuali, in seguito alle denunce di molestie sessuali subite dalla dottoressa Rosie James, medico britannico, da parte del dottor Temo Waqanivalu, in occasione del Vertice Mondiale della Sanità tenutosi a Berlino lo scorso ottobre.

Siamo veloci, rigorosi e scrupolosi. Adottiamo un approccio contemporaneo e incentrato sui sopravvissuti alle questioni che ci vengono sottoposte“, ha dichiarato tuttavia la dottoressa in una recente intervista a Health Policy Watch.

Sta di fatto che L’OMS ha reintegrato i manager accusati di aver gestito male lo scandalo sessuale della RDC. L’agenzia delle Nazioni Unite ha infatti riaccolto i funzionari accusati dello sfruttamento sessuale durante l’epidemia di Ebola.

Entrambi i funzionari sono stati messi in congedo retribuito dopo essere stati accusati da una commissione indipendente. Sono tornati al lavoro all’inizio di quest’anno, come riportato dal Financial Times.

Negli ultimi mesi, inoltre diversi dipendenti dell’OMS sono stati licenziati sempre per casi di molestie sessuali.

All’inizio dell’incontro, Loyce Pace, Assistente Segretario presso l’Ufficio Affari Globali del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, ha fatto appello all’OMS affinché si occupi di tutte le denunce di molestie e bullismo all’interno dei suoi ranghi.

Voglio cogliere l’occasione per sottolineare non solo i casi di cattiva condotta sessuale e ciò che ci aspettiamo venga chiarito tra quelli che sono aumentati di numero, ma vogliamo essere sicuri di concentrarci anche sulle molestie e su altre forme di abuso come il bullismo che si verificano a tutti i livelli dell’organizzazione, e continuiamo a sentire di questi casi, ha detto Pace.

Loyce Pace, Assistente Segretario presso l’Ufficio Affari Globali del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti

La mancanza di azioni rapide è un problema persistente

Nel frattempo, un report del Comitato indipendente di supervisione e consulenza per il Programma di emergenza sanitaria dell’OMS, pubblicato prima dell’Assemblea mondiale della sanità, che si è conclusa martedì, ha sollevato preoccupazioni sui ritardi nelle azioni disciplinari, osservando che “i ritardi nelle azioni disciplinari successive alle indagini hanno generato frustrazione e compromesso la fiducia nel sistema”.

Il comitato aveva chiesto all’OMS di dotare il dipartimento delle Risorse umane di ulteriori competenze e capacità per poter agire rapidamente.

Oltre alle accuse di cattiva condotta sessuale durante la gestione della crisi di Ebola nella RDC, la commissione sta monitorando anche un’indagine in corso in Siria, di cui è stata informata nel novembre 2022.

La commissione “ha raccomandato che l’indagine sia condotta in collaborazione con altre entità delle Nazioni Unite, se pertinente, e che i risultati siano comunicati con attenzione ai responsabili“.

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