• Novembre 30, 2023

Morte improvvisa per il 50enne Taylor Hawkins, batterista degli ipervaccinisti FOO FIGHTERS. Furono i primi a escludere i non vaccinati dai concerti

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Ne ha dato l’annuncio la rock band americana sui suoi profili social. Il decesso, a 50 anni, in un hotel di Bogotà, dove era in programma una tappa del tour sudamericano.

Con un messaggio sui canali social della band postato intorno alle 4 del mattino in Italia i Foo Fighters hanno comunicato l’improvvisa scomparsa di Taylor Hawkins.

“La famiglia Foo Fighters è devastata dalla tragica e prematura perdita del nostro amato Taylor Hawkins. Il suo spirito musicale e la sua risata contagiosa vivranno con tutti noi per sempre. I nostri cuori vanno a sua moglie, ai suoi figli e alla sua famiglia, e chiediamo che la loro privacy sia trattata con il massimo rispetto in questo momento inimmaginabilmente difficile”.

Secondo quanto è trapelato da fonti vicine alla band, che in questo momento si trova in Colombia a Bogotà (presso il Four Seasons Hotel Casa Medina), la causa del decesso potrebbe essere stata un infarto.

Foo Fighters sono stati tra i primi, se non i primi in assoluto, tra i grandi nomi del panorama musicale, ad essere tornati ai concerti come una volta, ma ad una condizione: per poter acquistare i biglietti del loro concerto al Canyon Club di Agoura Hills, in California, bisognava dimostrare di aver completato il ciclo di vaccinazione contro il Covid.

Stessa cosa anche per i tour a venire, vaccinati o fuori.

Questo, fu oggetto di forte polemica da parte del pubblico degli scettici sul vaccino covid, che in diverse dozzine si radunarono per protestare contro la scelta della band, con tanto di cartelli con scritto “I Foo Fighters combattono per riportare la segregazione”, oppure “evento per soli vaccinati, non vaccinati non ammessi”.

La band tuttavia non sembrò affatto scalfita dalle polemiche, in primis il frontman Dave Grohl che la stessa sera del concerto promise: «Stasera suoneremo fin quando non chiameranno la polizia o finchè io non sarò fottutamente collassato», con buona pace dei fan esclusi.

I Foo Fighters sono sempre stati molto attivi sull’argomento Covid-19: a maggio 2021 hanno anche partecipato al Vax Live: The Concert to Reunite the World di Los Angeles.

Eddie Vedder e i Foo Fighters annunciano lo show in streaming per i vaccini

Allo stadio c’erano 20 mila persone non distanziate che aspettavano di vedere il loro primo vero concerto da un anno a questa parte, ma il più eccitato non era fra il pubblico: era Dave Grohl. «Questo è un cazzo di concerto rock!», ha ripetuto più volte durante il set dei Foo Fighters, come se dovesse convincere se stesso che stava accadendo veramente. «È da un anno che sogno una roba così». Non che non ci fossero limitazioni. In uno stadio dalla capienza di 70 mila persone ce n’erano 20 mila. Gli spettatori dovevano dimostrare di essere stati vaccinati prima di entrare, tutti avevano la mascherina e non erano in vendita né alcol, né cibo.

Il frontman Dave Grohl aveva precedentemente dimostrato quanto seriamente avesse preso la pandemia parlando, ad esempio, contro il desiderio e la proposta dell’ex presidente Donald Trump di riaprire le scuole.

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