• Novembre 27, 2022

Muore per aneurisma cerebrale improvviso studente di medicina ed atleta. Era il fratello del quattrocentometrista della nazionale italiana!

Si è sentito male in casa, svenuto: rianimato dai sanitari e trasferito d’urgenza in ospedale, è stato operato due volte per un aneurisma cerebrale che purtroppo non gli ha lasciato scampo. E’ morto così, venerdì 18 novembre, a soli 30 anni, Francesco Pivotto: abitava a Padergnone di Rodengo Saiano (Brescia) con la famiglia.

Anche il mondo dell’atletica bresciana è in lutto: Francesco Pivotto fino a qualche anno fa aveva indossato la casacca dalla Brixia Atletica, poi si era dedicato allo studio (frequentava la facoltà di Medicina all’Università di Brescia). Il fratello Pietro è un noto quattrocentista dell’Atletica Biotekna, già convocato in Nazionale. Quest’anno Pietro Pivotto ha vinto la medaglia d’argento con la nazionale italiana nella 4×400 ai Giochi del Mediterraneo di Orano in Algeria ed a luglio venne convocato per i mondiali di Eugene in Oregon.

In quell’occasione disse: “Questa è la mia miglior stagione. Sono riuscito a portare il personale a 46″24, limando più di un secondo e mezzo. Siamo in otto per sei posti, quattro per la staffetta classica e due per la 4×400 mista. Ho il sesto crono tra i convocati, posso giocarmi le mie carte. Eugene è uno dei templi dell’atletica, pertanto il sol fatto di poter entrare nello stadio mi riempirà di orgoglio”.

“Un grave lutto ha colpito il nostro Pietro Pivotto, con la perdita del caro fratello Francesco. La Fidal Brescia e tutta l’atletica bresciana si stringono a Pietro e famiglia in un abbracciano in un così difficile momento, e formulano le più sentite condoglianze”, si legge in una nota. Ricordo commosso anche dall’Atletica Biotekna: “Un dolore che non si può nemmeno immaginare – spiega Marinella Signori, allenatrice che segue gli atleti che si allenano a Sanpolino, Brescia, tra cui Pietro Pivotto – e non possiamo fare altro se non stringerci alla famiglia, per il ricordo di un ragazzo straordinario. I ragazzi sono molto provati, molto legati a Pietro e ai suoi familiari”.

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