• Novembre 27, 2022

Nuovo Ministro della Salute. La Meloni ad Arcore per l’accordo. Berlusconi insiste con la Ronzulli: “La lista dei ministri te la do io”

Nelle ultime ore, come riporta oggi “Il Fatto Quotidiano”, Giorgia Meloni si è recata ad Arcore per trovare un accordo con Berlusconi sui nuovi Ministri.

Forza Italia alza il tiro e chiede almeno tre Ministeri di peso. Lo aveva già riportato Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, a Sky Tg24 Agenda: “Berlusconi lo ha detto in una lunga intervista: pari dignità significa avere un peso specifico analogo a quello della Lega, abbiamo avuto gli stessi voti, penso che sia giusto. Forza Italia è determinante e può svolgere un’azione di grande importanza”.

Ad Arcore, Meloni e Silvio Berlusconi, in un colloquio di un’ora e mezzo, si scontrano duramente. La Meloni vorrebbe mettere dei tecnici nei posti chiave (Esteri, Interni ed Economia), il leader di Forza Italia (con il consenso Matteo Salvini) invece non è d’accordo: “Abbiamo vinto le elezioni, serve un governo politico: noi abbiamo una classe dirigente all’altezza”, è il ragionamento di Berlusconi. “Non farò il governo col manuale Cencelli – il senso delle parole di Meloni – serve una squadra di qualità”.

Berlusconi, che venerdì aveva visto Salvini ad Arcore decidendo di muoversi insieme per arginare Meloni, ieri ha chiarito anche altre condizioni sul governo. Oltre ai tecnici, Berlusconi ha spiegato a Meloni che l’unico interlocutore con cui parlare è lui e che non vuole “scherzi” dell’ultim’ora: “Devi parlare solo con me – ha detto – la lista dei nostri ministri te la do io”.

Pesano anche i malumori interni nei confronti di Antonio Tajani che martedì aveva incontrato Meloni e, secondo l’ala ronzulliana di Forza Italia, “sta lavorando solo per sé” facendo asse con la leader di FdI per andare agli Esteri o addirittura all’Interno. Per questo ieri proprio Tajani ha abbassato i toni su Salvini su cui fino a due giorni fa doveva “decidere la premier”. Ieri il coordinatore azzurro ha aggiustato il tiro: “Salvini può avere il ministero che vuole, anche l’Interno”. L’altra questione dentro Forza Italia riguarda Licia Ronzulli che punta al ministero dell’Istruzione o della Sanità. Meloni però non la vorrebbe in Consiglio dei ministri perché non la ritiene “all’altezza” (le preferisce Anna Maria Bernini o Maria Elisabetta Casellati), ma ieri Berlusconi si è impuntato: la considera imprescindibile come “sentinella” a palazzo Chigi. La lista di Forza Italia parte da tre nomi: Tajani, Ronzulli e Bernini a cui Berlusconi ha aggiunto il sottosegretario con delega all’Editoria. Poltrona strategica per gli interessi Mediaset del leader.

Per quanto riguarda i singoli Ministeri, all’economia è in pole Domenico Siniscalco, già esponente dei governi di Silvio Berlusconi e poi passato in Morgan Stanley. In un primo momento, tra l’altro, si era ipotizzato il possibile spacchettamento del Ministero, con Siniscalco al Tesoro e Panetta alle Finanze. L’ipotesi più probabile, al momento, è che Meloni metta in stand by la casella al vertice di via XX settembre, posticipando ogni decisione alla chiamata ufficiale di Sergio Mattarella. Non è un mistero, infatti, che in una situazione così delicata il Quirinale sia particolarmente sensibile al successore di Daniele Franco. D’altra parte quando si forma un nuovo governo è una prassi che il Colle mostri particolare attenzione per alcuni dei Ministeri chiave. Per esempio è impossibile dimenticare che nel 2018, in una situazione economica molto diversa dall’attuale, il capo dello Stato usò tutte le sue prerogative per sbarrare la strada di via XX settembre a Paolo Savona: i retroscena raccontarono che all’epoca il nome di Giovanni Tria come ministro dell’Economia maturò proprio durante i colloqui tra il Colle e Giuseppe Conte, presidente incaricato del nascituro governo gialloverde. L’impressione è che anche stavolta il nome del nuovo titolare del Mef possa uscire dal confronto tra la nuova Premier e il Presidente della Repubblica.

Il parere del Colle sarà fondamentale anche per sciogliere il risiko rappresentato dalla Difesa e dagli Esteri, due dicasteri collegati nelle trattative di queste ore e che dovrebbero essere entrambi guidati da due diplomatici. Alla Farnesina potrebbe tornare Giulio Terzi di Sant’Agata, ex ambasciatore negli Stati Uniti d’America, già ministro con Mario Monti, che esordirà come senatore nella prossima legislatura: col centrodestra, in quota Fratelli d’Italia, ha infatti vinto il collegio uninonimale di Treviglio. Alla Difesa, invece, si parla di un diplomatico puro: quello di Stefano Pontecorvo, che è stato l’alto rappresentante della Nato in Afghanistan e ambasciatore italiano in Pakistan. Non è da escludere neanche che Pontecorvo e Terzi di Sant’Agata possano alla fine “scambiarsi” i ministeri, col primo che andrebbe a guidare la Farnesina e il secondo al vertice della Difesa. Per quest’ultimo dicastero ci sono in corsa anche due colonnelli di Fdi come Ignazio La Russa e Adolfo Urso. Molto dipenderà anche dalle decisioni che verranno prese sulla presidenze delle Camere: secondo i retroscena Meloni vorrebbe cedere quella di uno dei rami del Parlamento all’opposizione, restaurando una prassi inviolabile durante tutta la Prima Repubblica e infine violata da Forza Italia all’inizio della Senato. Proprio il partito di Silvio Berlusconi sembra essere quello maggiormente contrario a questa concessione. Anche perché non è un mistero che l’uomo di Arcore ambisce alla presidenza del Senato: per se stesso o per la fidata Anna Maria Bernini.

Oltre alla Ronzulli, ci sono altri nomi per il Ministero della Salute.

Nelle ultimissime ore, pare sia spuntato un altro nome. E’ quello del professor Rocco Bellantone, direttore di Chirurgia endocrina e dell’obesità del Gemelli. Il nome di Bellantone va ad aggiungersi a quello di Andrea Mandelli, presidente della Federazione ordini farmacisti italiani, vicepresidente uscente della Camera e responsabile Sanità di Forza Italia: la sua candidatura, secondo i retroscena di molti giornali, sarebbe gradita anche alla Lega. Anche perché sarebbe una sorta di risarcimento dopo la sconfitta all’uninominale di Milano Loreto, dove ha vinto Bruno Tabacci col centrosinistra. L’elenco degli aspiranti successori di Roberto Speranza si chiude con Francesco Rocca, presidente della Croce rossa, mentre non ne fa più parte Letizia Moratti: l’ex sindaca di Milano ha spiegato di non voler far parte del nuovo governo, perché intende candidarsi al vertice della Regione Lombardia. Dichiarazioni, le sue, che hanno aperto uno scontro feroce con Attilio Fontana: il governatore è in teoria, fino a questo momento, il candidato unico del centrodestra.

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