• Maggio 19, 2022

Pavia. Decesso per danni multiorgano dopo due terze dosi per errore. Per il perito è stata una coincidenza. La figlia: “siamo increduli”

E’ stata una coincidenza. Questa la conclusione del perito sulla morte di Maria Emilia Lodroni, morta il 28 luglio scorso alla clinica Maugeri di Pavia dopo aver ricevuto per errore due volte la terza dose. La figlia è amareggiata e incredula.

Sulla base di questa valutazione del medico legale Marco Ballardini, il magistrato Valeria Biscottini ha chiesto l’archiviazione del caso.

Sul caso di Maria Emilia Lodroni nei mesi scorsi si era aperto un “giallo” sul consenso informato.

Pare, infatti, che le due dosi del vaccino Moderna somministrate alla clinica Maugeri il 26 maggio e il 5 luglio fossero state inoculate senza sapere che il medico di base di Maria Emilia Lodroni l’aveva già vaccinata il 4 e il 25 marzo scorso con due dosi di Pfizer.

Secondo i familiari (non sapevano nulla delle vaccinazioni alla Maugeri e ne hanno scoperto l’esistenza per caso dalla documentazione trovata nel comodino dell’ospedale) era impossibile che la donna, ricoverata alla Maugeri per la riabilitazione dopo un ictus e con evidenti disturbi cognitivi, fosse in grado di firmare e di capire cosa le venisse proposto. L’istituto sosteneva invece che le firme fossero valide. Firme leggibili, da quanto risulta, e non sigle o nome e cognome abbreviati. 

Cartelle cliniche, fogli del consenso e altri atti erano stati sequestrati dai carabinieri e messi a disposizione della magistratura e dopo la denuncia presentata dai figli era stata aperta un’inchiesta contro ignoti. 

«Voglio proprio vedere di persona quelle firme attribuite a mia madre – disse la figlia Germana Facioli – per capire se siano effettivamente le sue. Ma ho dei dubbi, anche se non voglio accusare nessuno. Mia mamma non era nemmeno in grado di rispondere al telefono, quindi non penso che riuscisse a firmare un documento e a capire il motivo. È vero che non la vedevo dal 2 aprile scorso ma, con grande difficoltà, la sentivo tutti i giorni al telefono. Chiamarla al cellulare era un’impresa perchè non riusciva a rispondere, e mi dovevo sempre far aiutare dal personale. Per rendermi conto delle sue condizioni mi basavo sui colloqui che periodicamente avevo con i medici della Maugeri. Ed è stata proprio la Maugeri che, il 18 maggio scorso, mi ha inviato via mail la valutazione della psicologa con un mini mental molto basso. I sanitari mi dicevano che c’era un buon recupero fisico dopo l’ictus, ma che il reale problema era di carattere cognitivo. Anche se la calligrafia sui fogli per il consenso informato risultasse quella di mia madre, non riuscirei proprio a credere che fosse riuscita a firmare da sola. Spero che mi mostrino presto quei documenti».

L’indagine era partita dalla denuncia dei figli della donna, Germana e Luca Facioli. Secondo la ricostruzione fatta dai familiari, la donna aveva ricevuto il vaccino (due dosi di Pfizer) il 4 e il 25 marzo dal suo medico di base. Non aveva problemi di salute, ma il 2 aprile l’anziana è colpita da ictus. Viene ricoverata prima alla stroke-unit del San Matteo e poi trasferita, l’8 di aprile, alla clinica Maugeri, nel reparto di Neuroriabilitazione. Ed è qui, secondo la denuncia dei parenti, che l’anziana riceve le altre due dosi di vaccino, stavolta Moderna, la prima il 26 maggio e l’altra il 5 luglio. 

Nell’autopsia era stato rilevato un grave danno multiorgano. Una condizione che si verifica anche nella cosiddetta “tempesta di citochine”, cioè una reazione esagerata del sistema immunitario di fronte a un elemento patogeno.

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