• Maggio 21, 2022

Chi spera nella fine dello stato di emergenza avrà una brutta sorpresa: Covid, allo studio nuovi vaccini per colpire le varianti. Il punto sulle sperimentazioni

Secondo gli esperti avere un vaccino specifico contro la variante Delta potrebbe avere degli ulteriori vantaggi per porre fine alla trasmissione del virus. Anche per questa ragione l’Agenzia europea del farmaco (Ema) tiene sotto controllo una serie di vaccini e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) cura uno studio aggiornato due volte a settimana sui vaccini in sperimentazione

Un nuovo vaccino contro il Covid per colpire nello specifico la variante Delta. A questo starebbero lavorando gli scienziati dell’università di Oxford, che hanno sviluppato il vaccino anti-Covid prodotto da AstraZeneca

A riferirlo è il giornale britannico ‘The Independent’, secondo cui sarebbero già state avviate le attività sull’aggiornamento del vaccino originale. Una fonte ha detto alla testata che il nuovo vaccino è stato progettato con l’obiettivo di “avere qualcosa sullo scaffale pronto a crescere, se necessario”

L’efficacia dei vaccini autorizzati contro ricoveri e decessi è alta e viene continuamente dimostrata dai numeri. Ma per gli esperti avere un vaccino specifico contro la variante Delta potrebbe avere degli ulteriori vantaggi

I vaccini attualmente autorizzati in Europa e in Italia sono Comirnaty (Pfizer/Biontech), Spikevax (Moderna), Vaxzevria (AstraZeneca) e COVID-19 Vaccine Janssen (Johnson&Johnson)

Ma per l’immunologa Eleanor Riley dell’Università di Edimburgo un vaccino contro le varianti potrebbe contribuire a porre fine alla trasmissione diffusa nel Regno Unito. Anche il piano della terza dose “avrebbe probabilmente un impatto maggiore se stessimo usando un vaccino specifico per Delta”

Anche per questa ragione l’Agenzia europea del farmaco (Ema) tiene sotto controllo una serie di vaccini che, pur essendo stati autorizzati in altri Paesi del mondo, non sono ancora utilizzabili in Europa. Sono NVX-CoV2373 (Novavax), Sputnik V, Vero Cell Inactivated (Sinovac), Vidprevtyn (Sanofi Pasteur). Il riesame continuerà fino a quando non saranno disponibili prove sufficienti per una domanda formale di autorizzazione all’immissione in commercio

Per quanto riguarda il vaccino di CureVac (CVnCoV), sottoposto anche lui al riesame dell’Ema, l’azienda ha annunciato che ritirerà il suo candidato di prima generazione dall’attuale iter di approvazione in corso all’Agenzia europea del farmaco.

La decisione è stata motivata dall’azienda tedesca con la scelta di dedicarsi allo sviluppo dei candidati vaccini a mRna di seconda generazione ai quali sta lavorando in collaborazione con la britannica Gsk.

L’autorizzazione di Ema per la prima generazione di CureVac sarebbe dovuta arrivare nel secondo trimestre del 2022. L’azienda potrebbe sfruttare gli accordi già presi per distribuire il nuovo vaccino, qualora questo passasse le sperimentazioni nei tempi prestabiliti.

La ricerca contro il Covid è in continua evoluzione. Per questo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccoglie e aggiorna tutte le info sui vaccini in sperimentazione clinica sia in fase pre-clinica in uno studio che viene aggiornato due volte a settimana.

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Oms, i vaccini in fase di sperimentazione pre-clinica sono 194. Quelli in fase clinica sono 127, la maggior parte dei quali proteici (come Novavax) e a vettore virale non replicante (come Astrazeneca e Johnson).

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