• Febbraio 21, 2024

La denuncia penale svizzera avrà conseguenze in tutto il mondo? I sedici cardini dell’azione legale

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La denuncia intentata in Svizzera contro l’agenzia del farmaco Swissmedic (leggi il nostro articolo “Svizzera: vittime di danni da vaccino sporgono denuncia penale contro Swissmedic e i medici vaccinatori”) potrebbe diventare un precedente importante per ulteriori azioni legali in altri Stati europei.

Nel report messo a punto da un team di avvocati e medici emergono circa 1.200 elementi di prova e si sostiene che Swissmedic abbia generato un rischio per la salute pubblica notevolmente superiore a quello del covid.

Si afferma che l’Autorità abbia approvato la nuova terapia genica, sebbene gli standard minimi richiesti dalla legge non siano mai stati rispettati, senza alcuna prova sull’efficacia dei vaccini, la minimizzazione dei rischi associati a tale approvazione e la protezione della salute dei consumatori. Di conseguenza, si sostiene che il pubblico sia stato fuorviato da informazioni incomplete e non veritiere sull’effettivo rapporto rischio-beneficio della cosiddetta “vaccinazione”.

La denuncia penale, depositata il 14 luglio 2022, è stata presentata nella conferenza stampa del 14 novembre a Zurigo.
E’ stato sottolineato che questi preparati di mRNA non sono in realtà vaccini, che non hanno influenzato positivamente il corso della pandemia né prevenuto i decessi e che nel tempo sempre più gruppi di persone hanno ricevuto segnali di allarme, ignorati da Swissmedic. Gli avvocati chiedono, quindi, la sospensione dell’approvazione di tutti i “vaccini” a mRNA e l’apertura di un procedimento penale contro i responsabili di Swissmedic. I primi procedimenti cantonali contro i medici vaccinatori sono già stati avviati.

I media svizzeri hanno riportato ampiamente, anche se in breve, la notizia di questa denuncia penale.

Il tema degli effetti collaterali della vaccinazione è sempre più affrontato anche nel servizio pubblico SRF: è dei giorni scorsi la notizia che il 38,2% degli effetti collaterali è classificato come “serio” (leggi il nostro articolo Boom di reazioni avverse in Svizzera. I dati ufficiali pubblicati ieri dalla farmacovigilanza) . Oltre alla miocardite, sono state identificate altre reazioni avverse come la riattivazione virale e la possibilità di gravi complicanze.

Tra gennaio 2021 e novembre 2022, sono state presentate all’agenzia Swissmedic 16.212 segnalazioni di reazioni avverse ai vaccini Covid-19 verificatesi in Svizzera. Sulla valutazione, l’agenzia ha dichiarato che permane un rapporto rischio-beneficio positivo complessivo. Tra le altre analisi, sono state identificate diverse reazioni avverse, tra cui miocardite, effetti collaterali dei vaccini bivalenti e vari disturbi mestruali. Swissmedic non ha ritenuto che queste reazioni fossero sufficienti per alterare il rapporto rischio-beneficio positivo dichiarato.

Nel novembre 2021 le famiglie in Svizzera avevano ricevuto un volantino dalle autorità sanitarie, che incoraggiava tutti i residenti a ricevere il vaccino. All’interno del testo erano incluse rassicurazioni come “il vaccino Covid-19 è molto efficace e previene gravi complicazioni e decessi” e “gli effetti avversi gravi sono molto rari”, “La vaccinazione è sicura”. Inoltre era scritto: “Le complicazioni gravi e le sofferenze della malattia sono molto più comuni dei gravi effetti collaterali del vaccino”.

Queste affermazioni sono state demolite nelle deposizioni legali presentate dagli avvocati svizzeri dello studio Kruse Law ai tribunali, che dettagliano, su una linea temporale specifica, l’emergere di fattori di rischio in relazione ai “vaccini” dal dicembre 2020.

In particolare sono stati individuati 16 fattori:

1. Gli studi sugli animali – un requisito obbligatorio per una corretta autorizzazione e un elemento centrale della sicurezza – non sono stati condotti affatto o in modo inadeguato. 
2. Autorizzazione temporanea, due settimane invece delle solite 12 settimane.

3. Gli studi clinici sono stati sabotati in assenza di un gruppo di controllo e ciò ha reso altamente improbabile – se non addirittura impossibile per il produttore – la disponibilità di dati utili e completi.

4. La tossicità della proteina spike

5. Le nanoparticelle lipidiche (LNP), potenzialmente cancerogene, contenute nei “vaccini” a base di mRNA – contrariamente alle dichiarazioni ufficiali – non rimangono nel sito di iniezione, ma si distribuiscono in tutto il corpo e si accumulano in vari organi

6. Esistevano già indicazioni di possibili effetti tardivi come malattie del sangue, malattie neurodegenerative o malattie autoimmuni (soprattutto ADE) alla fine del 2020 

7. Nel solo caso del Comirnaty, a febbraio 2021 – cioè in pochi mesi – sono stati segnalati in totale 42.086 effetti collaterali e 1.200 decessi, che in tempi precedenti (circa 5.000 effetti collaterali gravi o circa 50 decessi) avrebbero portato al ritiro immediato del farmaco corrispondente o all’interruzione immediata dello studio 

8. Negli studi autorizzativi mancano prove di efficacia nei giovani

9. Dati falsificati trovati nello studio di autorizzazione Comirnaty

10. Studi clinici di Comirnaty – 46 decessi (1,5%) nella fase post-marketing

11. Adolescenti: rischio 6 volte maggiore di miocardite rispetto al rischio di casi gravi di covid

12 Casi sospetti in Svizzera, UE, USA: 13.632 decessi; 1.095.777 effetti collaterali

13. Al 1° marzo 2022 erano già apparse almeno 128 pubblicazioni peer-reviewed su problemi cardiaci, 223 pubblicazioni peer-reviewed su disturbi della coagulazione potenzialmente letali (trombosi, ecc.) e sette pubblicazioni peer-reviewed su possibili decessi a seguito delle “vaccinazioni” covid

14. Ammissione del produttore: profilo di sicurezza per le donne in gravidanza e in allattamento non noto

15. A maggio 2022 erano già stati segnalati 2.177 nati morti dopo l’iniezione di Comirnaty e 810 nati morti dopo l’iniezione di Spikevax – senza contare le segnalazioni insufficienti – solo nell’UE e negli USA 

16. Fertilità maschile, numero di spermatozoi 150 giorni dopo il secondo vaccino inferiore del 15,9% rispetto a prima

In altre parti del mondo, le autorità sanitarie hanno continuato a promuovere programmi di vaccinazione a livello nazionale, promuovendo ulteriori dosi di richiamo. Lo fanno così fiduciosi nella consapevolezza che le persone non possono citare in giudizio le compagnie farmaceutiche per eventuali conseguenze indesiderate derivanti dai “vaccini” a causa di clausole contrattuali che le esentino da ogni responsabilità civile. L’azione giudiziaria di Zurigo che, invece, evidenzia responsabilità penali potrebbe rappresentare un punto di svolta.

FONTE

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