• Febbraio 9, 2023

Augusta Turiaco, Professoressa messinese morta dopo AstraZeneca. Dopo nove mesi la perizia dei consulenti della Procura ancora non c’è. L’avvocato: “il consenso informato non informava sugli eventi avversi”

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Chiede “trasparenza e verità” la famiglia della professoressa di musica Augusta Turiaco, morta il 30 marzo. A distanza di tanti mesi dal decesso e dagli accertamente avviati dalla procura non risulta ancora depositata neanche la relazione medico-legale.

A 233 giorni dalla morte di Augusta Turiaco, la docente di musica di 55 anni che aveva ricevuto una dose di Astrazeneca e deceduta il 30 marzo 2021 dopo 19 giorni di ricovero in condizioni gravissime, “non risulta ancora depositata la relazione del medico legale disposta dalla Procura di Messina il 31 marzo come atto irripetibile”. Lo scrivono i genitori della professoressa, Paolo e Helga Turiaco, che in una lettera aperta affidata al loro legale, l’avvocato Daniela Agnello, parlano di “silenzio inspiegabile e ingiustificabile” e lanciando un “umile appello alla Procura di Messina” per “sapere, con verità e trasparenza, quali siano state le cause che hanno determinato il suo decesso”.

“Ad attendere queste risposte – si legge nel documento reso noto dall’avvocato Daniela Agnello – sono i genitori novantenni Paolo e Helga, ma anche i due figli Alessandro e Tiziana di 23 e 26 anni, ancora studenti universitari, il compagno Massimo, i fratelli Nunzio e Dora, oltre a familiari, amici e la città di Messina dove la professoressa era amata e stimata”.

“Dagli esami diagnostici strumentali e di laboratorio, eseguiti durante il ricovero in ospedale – ricostruiscono i genitori della prof e la penalista – il suo corpo risultava devastato da trombosi disseminate e grave trombocitopenia, che in data 24 marzo sono sfociate in una grave emorragia cerebrale”.

E ricordano che “Augusta era una donna sana e felice e che fino a quel maledetto 11 marzo, giorno della somministrazione del vaccino Astrazeneca, scoppiava di salute”. E sottolineano che “fino al 24 marzo nelle informazioni sugli effetti collaterali non erano contenuti alcuni possibili effetti avversi della vaccinazione, aggiornati il 25 marzo da una nuova circolare del ministero della Salute inserendo quelle presentate da Augusta, quando era ricoverata in terapia intensiva post-operatoria a seguito di un delicatissimo intervento neurochirurgico resosi necessario per far fronte alla gravissima emorragia cerebrale che l’aveva colpita”.

“Anche la trasmissione Report in data 25 ottobre 2021 si è occupata del “disastro comunicativo” del vaccino Astrazeneca ed ha riportato proprio il caso di Augusta. Nel suo sangue, infatti, sono stati ritrovati i temibili anticorpi anti PF4, gli stessi che il prof. Andreas Greinacher, immunologo di fama internazionale che ha studiato gli effetti avversi del vaccino Astrazeneca, ha riscontrato nei suoi pazienti che hanno sviluppato grave trombocitopenia e trombosi diffuse in sedi atipiche in seguito all’inoculazione di questo vaccino a vettore adenovirale. Quella di Augusta non può e non deve essere una “morte indefinita”, ma va chiarita la correlazione con il vaccino Astrazeneca, oggi non più somministrato in gran parte d’Europa, Italia compresa.  Augusta Turiaco appartiene ancora a quel numero, non più così esiguo, di soggetti non ancora “riconosciuti” dallo Stato, che però hanno nomi e cognomi, volti e vite spezzate, sogni e progetti interrotti, e lasciano i loro affetti nel più profondo sconforto. Per i familiari questo silenzio da parte della Procura di Messina, a cui umilmente si appellano, è inspiegabile e ingiustificabile. Tutto ciò  – conclude – non fa altro che aggiungere dolore su dolore ai familiari che meritano chiarezza, trasparenza e giustizia e chiedono di conoscere perché e di cosa è morta la tanto amata e indimenticabile figlia”.

FONTE

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