• Luglio 12, 2024

Scivolando verso l’endemia. La fine del Covid-19

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di Jeffrey A. Tucker Brownstone Institute

È questo il suono della normalità che si sente là fuori? Sempre più autori e fonti ammettono che il virus è un problema medico che non può essere affrontato o risolto attraverso “misure di mitigazione” politicizzate. Questo è ciò che si legge tra le righe in notizie come questa:

All’inizio della pandemia, molte persone hanno coltivato la speranza che il Covid-19 potesse essere fermato e sepolto per sempre una volta lanciati i vaccini. Ma la speranza di un paese a zero Covid è svanita per la maggior parte degli scienziati molto tempo fa.

Lo scrittore Karol Markowicz ha una teoria secondo cui stiamo vedendo così tanti articoli che affermano “tutti avranno il Covid”, perché c’è una variante che ha finalmente raggiunto i media e che sta finalmente spazzando le redazioni.

Non c’è modo per i giornalisti di negare la verità quando questa gli si presenta con forza. Improvvisamente è un dato di fatto che non esista un vero modo per fermare un virus respiratorio e forse dovremmo smettere di distruggere le nostre vite nel folle e impossibile tentativo di eradicare il Covid.

Tutto questo equivale a un gigantesco cambiamento di rotta e a una terrificante illustrazione di un clamoroso fallimento.

È un segno di stanchezza e di realizzazione della futilità della battaglia. Ma alla fine doveva arrivare.

Considerate che i casi di Covid sia a New York che in Florida hanno raggiunto livelli record e ad un certo punto è probabile che seguano aumenti dei decessi, anche se non così gravi come le stagioni precedenti.

Guardando altrove:

I grafici mostrano un sorprendente fallimento politico: non l’incapacità di fermare il virus, ma piuttosto la convinzione da parte della politica di poterci davvero riuscire.

Il virus è ancora qui e ancora in marcia stagionale, forse causando meno danni rispetto al passato, ma solleva davvero una domanda scottante: cosa si è ottenuto esattamente in quasi due anni di massicci sconvolgimenti obbligatori?

Negli ultimi mesi, abbiamo visto l’isteria e la retorica fare qualche passetto indietro. È passato molto tempo da quando non si legge della fantasiosa ipotesi di poter sconfiggere il virus e gettarlo nell’oblio..

Una parte importante della differenza, la fa la crescente consapevolezza che il tentativo di utilizzare misure statali per “sbarazzarsi” del virus o controllarne la stagionalità sia assolutamente delirante.

I governi mondiali hanno bloccato interi paesi nel tentativo di sopprimere i contagi. Ma ha continuato a non funzionare e alla fine non abbiamo visto umiltà e scuse, ma più controllo.

Hanno riempito le città di plexiglass, imposto distanziamento e mascheramento, generato una paranoia patogena di massa che ha annullato la capacità dei mercati e della società di lavorare.

Fin dall’inizio, gli oppositori dei lockdown – centinaia di migliaia e persino milioni di scienziati, medici e laici – hanno avuto una visione diversa.

Hanno affermato che l’unico modo di affrontare un nuovo virus è con intelligenza critica.

Scoprirne l’impatto demografico (lo sapevamo da febbraio 2020 se non prima), sollecitare la protezione per i soggetti fragili e consentire a tutti gli altri di andare avanti con le proprie vite.

L’obiettivo non può essere la soppressione di questo virus altamente trasmissibile (cosa che non è mai accaduta), ma convivere con esso. Dovremmo confrontarci con la scienza, non con restrizioni decise dalla politica.

In altre parole, l’approccio migliore sarebbe stato quello di mettere al centro la salute pubblica, come è stato fatto nel 1968-69 e nel 1957-58.

L’ambizione di spazzare via il virus in due settimane o di “rallentarne la diffusione” in modo permanente, ha solo prolungato il dolore. Le persone anziane dovevano essere isolate molto più a lungo. Ai più giovani – che non avrebbero mai dovuto affrontare il lockdown – è stata negata una vita normale, compresi due anni di perdite educative. I danni fatti alla salute pubblica in questo periodo, ci tormenteranno per decenni.

Già nel febbraio 2021, un sondaggio tra scienziati aveva ammesso che il Covid sarebbe stato endemico; cioè, qualcosa con cui avremmo convissuto per sempre. In altre parole, allo stesso modo in cui trattiamo altri virus respiratori. Se non ti sta minacciando, dormi, prendi le vitamine, il tè e la zuppa, dagli qualche giorno e poi ti riprendi. Se volge al peggio, vai dal medico, che può curarlo, si spera, con le terapie. La salute e la malattia sono questioni individuali, non qualcosa che ha bisogno di essere regolato da imposizioni draconiane del governo, blocchi, chiusure, restrizioni e così via.

Questo è esattamente ciò che gli epidemiologi competenti hanno sempre sostenuto. Dovremmo imparare dalle esperienze del passato. Curare i malati. Affrontare il virus con saggezza e prudenza. Le persone anziane dovrebbero seguire il buon senso durante la stagione influenzale ed evitare grandi folle, in attesa che passi. Con un nuovo virus come questo, le persone vulnerabili dovevano solo aspettare l’arrivo dell’immunità di gregge, che arriva sempre.

Invece qualcosa è andato in tilt nel marzo 2020. La risposta è stata senza precedenti. Nel corso di questi due anni, abbiamo assistito a tante assurdità. Pareri su pareri, la maggior parte dei quali contraddittori.

Sopra ogni cosa, la necessità di preservare la capacità ospedaliera. La gestione degli ospedali è folle, li hanno praticamente bloccati per i pazienti Covid. È estremamente presuntuoso e pericoloso, come se il governo sapesse con certezza quante persone si presenteranno e sapesse meglio come razionare le risorse. Sappiamo cosa è successo. Gli ospedali erano in gran parte vuoti in attesa dell’arrivo del Covid. Alla fine è arrivato, ma non sulle linee temporali dei politici.

C’è anche la grande scusa che lo scopo dei lockdown fosse quello di aspettare i vaccini.

Con questo tipo di virus, i benefici di un vaccino sono probabilmente limitati solo a prevenire esiti gravi, non a fermare l’infezione o la diffusione. Questa consapevolezza è stata devastante per tante persone semplicemente perché tutti i politici a livello globale, hanno ripetuto all’unisono fin dal primo giorno che i vaccini avrebbero fermato la pandemia. E non è stato così.

Dopo due anni di questo estenuante disastro, sembra finalmente che la luce si stia facendo strada tra la nebbia oscura.

Ci stiamo avvicinando all’endemicità.

E non stiamo ricevendo scuse. Non sentiamo nessuno ammettere di aver sbagliato. Nessuno di quegli esperti che aveva promesso un mondo covid-free, in cambio del totale controllo sulle nostre vite e sulla nostra libertà. Tali scuse in questo momento porterebbero il paese e il mondo lungo il percorso della guarigione.

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