• Maggio 19, 2022

IMPORTANTE – Obbligo vaccinale illegittimo. Stipendi arretrati per 34 docenti trevigiani e richiesta del danno morale. IL TESTO INTEGRALE DELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI TREVISO

l personale scolastico che ha scelto di non ricevere il vaccino contro il Covid-19 ha diritto alle retribuzioni non percepite dalla data di sospensione.

È quanto ha stabilito il Giudice del Lavoro di Treviso, dott. Massimo Galli, ironia della sorte omonimo del virologo milanese, tra i più presenti nelle reti nazionali in questi ultimi due anni.

La rivoluzionaria sentenza, immediatamente esecutiva, è stata emessa il 10 maggio e ha accolto le tesi di illegittimità della sanzione applicata dal governo, ovvero sospensione dal lavoro e niente stipendio, presentate dall’avvocato Mauro Sandri del Foro di Milano in difesa di 34 docenti trevigiani.

Il risultato dell’introduzione del decreto legge del 24 marzo 2022, con disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, “consiste nell’abrogazione della sanzione della sospensione con effetto retroattivo dal 15 dicembre 2021”, si legge nella sentenza. All’interno degli istituti, infatti, vigeva l’obbligo vaccinale per docenti, segretari e tutto il personale scolastico, pena sospensione dello stipendio.

E’, di fatto, l’ammissione della illegittimità dell’obbligo vaccinale, anche sulla base delle numerosissime pronunce a favore dei sospesi (tra le tante, ricordiamo quelle del Tar Lazio link qui qui e qui, Tar Lombardia link qui e qui, Tar Veneto , Tar Toscana , Tar Abruzzo , Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia , Tribunale di Catania , Tribunale di Ivrea , Tribunale di Benevento , Tribunale di Padova , Tribunale di Brescia ).

Con l’ultimo decreto, quindi, come scrive oggi sabato 14 maggio La Verità, “il governo avrebbe ammesso di aver sbagliato”.

Scrive, infatti, il Giudice trevigiano nella sentenza: “Le domande delle parti ricorrenti devono ritenersi soddisfatte dal legislatore prima ancora che in sede giudiziale”.

Migliaia di operatori scolastici furono così costretti a casa senza poter cercare un altro lavoro perchè nel pubblico impiego c’è incompatibilità di cumulo di impieghi e incarichi.

Questa sentenza rivoluzionaria potrebbe, così, aprire la strada a migliaia di ricorsi per il conseguimento degli stipendi arretrati e del risarcimento dei danni morali.

La nuova norma ha valore retroattivo, quindi gli insegnanti hanno diritto a ricevere le retribuzioni che sono state loro negate dallo scorso dicembre.

Rappresento almeno 2.000 docenti non vaccinati in tutta Italia e questa sentenza è stata accolta con enorme soddisfazione”, commenta a La Verità l’avvocato Sandri.

La grande novità, nella decisione del giudice, è l’aver sottolineato che è cessata la materia del contendere perché è stato proprio il legislatore a riconoscere che la sospensione non fosse necessaria. Infatti, nelle nuove disposizioni, viene sì ribadito che la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni, e che i dirigenti scolastici e i responsabili delle istituzioni «assicurano il rispetto dell’obbligo». Ma se un docente insiste a non volersi vaccinare per questioni diverse quanto personali, «l’atto di accertamento dell’inadempimento impone al dirigente scolastico di utilizzare il docente inadempiente in attività di supporto alla istituzione scolastica».

«I ricorrenti sono tantissimi, e gli arretrati saranno sono una parte risarcitoria del danno subito in un quadro di profonda discriminazione», sottolinea  l’avvocato Sandri.

Intanto, per i professori che ha assistito a Treviso e «che hanno avuto il coraggio, per certi versi eroico, di opporsi al crimine corruttivo rappresentato dall’obbligo vaccinale», fa sapere che «la prossima settimana, dopo avere effettuato i conteggi, notificherò al ministero della Pubblica istruzione la richiesta di pagamento degli stipendi arretrati».

La causa, conclude l’avvocato Sandri, proseguirà con la richiesta dei danni morali perchè ” la condanna del governo deve essere dichiarata non solo a livello patrimoniale, ma anche a livello morale”.

Di seguito il link con il testo integrale della sentenza del Tribunale di Treviso.

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